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Il mondo dell’arte in lutto per la scomparsa del Maestro Baruchello

Baruchello era un grande amico della gallerista ginevrina Marie Louise Jeanneret che a Boissano per oltre 20 anni ha dato vita ad un Centro Internazionale che ha ospitato i più grandi artisti contemporanei. Lo ricorda commosso da Forlì Italo Gafà, architetto ed artista assai noto

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Il giovane Baruchello con le sue famose scatole

Savona – Il mondo dell’arte del Ponente savonese è in lutto per la scomparsa avvenuta a Roma del grande maestro Gianfranco Baruchello, uno dei più famosi artisti dell’Arte Concettuale e dell’ Arte Calligrafica. Aveva 98 anni.

Baruchello era grande amico della gallerista ginevrina Marie Louise Jeanneret che a Boissano, per oltre 20 anni, diede vita ad un importante Centro d’Arte.

Gli artisti presenti al Centro ed i boissanesi hanno avuto in questo modo la possibilità di conoscere Baruchello e di apprezzarne oltre la maestria, la grande umanità.

“La sua espressione figurativa- commenta commosso Italo Gafà artista ed esperto d’arte- era stata definita dal critico Bonito Oliva extra-mediale.

Era un artista che non si era mai fatto influenzare dalle avanguardie internazionali. Ha portato avanti con fermezza una sua tensione in contrapposizione alle tendenze artistiche consolidate.

Ha espresso un mondo interiore molto ricco, fantasioso dove brulicano tanti segni, figure lembi di natura, farfalle: il tutto in un unico contesto e realizzato in splendide miniature”.

Nato a Livorno nel 1924, era considerato uno degli interpreti indiscussi dell’Arte del secondo Novecento. Laureato in Giurisprudenza negli anni ’50 aveva fondato un’azienda di ricerca che si occupava di chimica e biologia, per poi passare al mondo dell’arte.

A Parigi incontra Duchamp e si forma insieme a Roberto Matta, Alain Jouffroy e John Cage. Nel 1962 partecipa alla spettacolare mostra “New Realists” organizzata dal grande promoter, talent scout, gallerista e critico Pierre Restany alla Sidney Janis Gallery di New York nella quale espone insieme ad Enrico Baj, Tano Festa, Mimmo Rotella e Mario Schifano.

Non solo artista, ma anche scrittore, regista ed editore alcuni suoi progetti hanno rivoluzionato l’arte italiana del Secondo Novecento.

Nel 1998 ha dato vita alla Fondazione Baruchello (che sorge a Roma, con una sede di oltre mille metri quadri su quattro piani in Via di Santa Cornelia, nel Parco di Veio) assieme alla moglie Carla Subrizi, docente di Arte Contemporanea all’Università di Roma La Sapienza.

Nel 2011 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Gnam) di Roma ha organizzato una mostra con le sue opere intitolata “Gianfranco Baruchello”. Le sue opere d’arte sono presenti nei più importanti musei al mondo ed in prestigiose collezioni private.

“Nella sua opera – conclude Gafà- già a partire dagli anni Sessanta sono palesi i fermenti di una società globalizzata e consumistica.

La sua è una grafica soffusa, palpitante, mai aggressiva: quasi una dolce melodia che tutto pervade e che sembra giungere da lontano. Con la sua scomparsa è come se improvvisamente la luce del sole fosse calata sul nostro peregrinare quotidiano.

Ma il suo mondo fiabesco ed incantato rimarrà vivo tenendo sempre accesa una fiammella che illuminerà il suo ricordo”.
CLAUDIO ALMANZI