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Bracconaggio a Triora, oltre al sindaco anche sette cacciatori

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Cacciatori con cinghiale (foto di repertorio)

Ai domiciliari, oltre al sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, 46 anni, sono finiti anche sette cacciatori indagati nell’inchiesta per bracconaggio.

Nei confronti del primo cittadino, inoltre, la Procura ha contestato anche l’utilizzo di fucile, malgrado gli fosse stato revocato il porto d’armi, intorno al 2010, quando venne arrestato una prima volta per lo stesso reato e poi assolto con formula piena.

Tre gli episodi contestati, tutti risalenti al gennaio scorso. Di Fazio avrebbe partecipato assieme agli altri cacciatori a battute di caccia al cinghiale in periodo vietato dalla legge.

Nelle indagini gli investigatori hanno utilizzato pedinamenti e intercettazioni telefoniche.

Riguardo le intercettazioni, in particolare, gli agenti della polizia postale di Imperia, che hanno perquisito l’abitazione del sindaco e il suo ufficio, in Comune, avrebbero ascoltato gli indagati, mentre al telefono si davano l’appuntamento per la battuta di caccia.

Il prossimo venerdì, in tribunale a Imperia, ci sarà l’interrogatorio di garanzia.

Di Fazio è difeso dagli avvocati Simona Bertoldo e Alessandro Moroni.