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Al Ducale Splendore e purezza: il Tibet nell’Arte di Han Yuchen

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Ritratto del Maestro Han Yuchen

Da giovedì 12 a domenica 29 settembre, dalle ore 10 alle ore 18, la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale in piazza Matteotti 9, Genova ospita Splendore e purezza: il Tibet nell’Arte di Han Yuchen, prima rassegna personale di un maestro cinese a Genova, curata dalla professoressa Donatella Failla e patrocinata dal Comune di Genova.

Pittore, calligrafo, fotografo, professore emerito, deputato, imprenditore di successo e fondatore di un museo dedicato alla pittura europea dell’Ottocento nella città di Handan (Hebei, Cina), Han Yuchen è un artista dai mille volti e dalle straordinarie risorse.

Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche e private in ogni angolo del mondo, dal Museo Nazionale di Cina a Pechino all’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy.

Nella rassegna  Splendore e purezza, allestita a Palazzo Ducale dal 12 al 29 settembre, l’artista cinese raffigura il Tibet e il suo popolo.

Han Yuchen ritrae un’anziana

“Una magistrale padronanza dei mezzi formali e tecnici consente all’artista di catturare la potenza della luce, la vividezza dei colori e lo splendore atmosferico delle grandi altitudini – racconta la professoressa Donatella Failla, curatrice della mostra – e, inoltre, di effigiare e documentare con possente realismo la vita quotidiana negli ambienti naturali, la persistenza delle tradizioni nomadiche e pastorali, monastiche e sociali. Il risultato è una ricchissima galleria di ritratti individuali e di gruppo che con accenti vibranti e molto umani ci parlano del destino esistenziale e spirituale del popolo del ‘Tetto del Mondo’, della sua stupefacente resilienza a condizioni climatiche estreme, ma soprattutto della sua forza spirituale, della sua inclinazione mistica e della sua anima collettiva pervasa dalla luminosità del cielo e dalla purezza della terra e dell’aria”.

“Una mostra straordinariamente autentica, che ci restituisce uno spaccato di vita tibetana tra il presente e il passato: una sintesi di tradizione e innovazione inserite in un ambiente naturale luminoso e nitido”, commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso.

Lo stesso maestro Han Yuchen ha detto: “se vai in Tibet e trovi questa purezza di paesaggi e questa purezza di caratteri, della gente, magari puoi capire quello che vuoi e il motivo della tua esistenza”.

“Credo – conclude l’assessore – che il senso dell’esposizione possa essere racchiuso in queste parole e nella capacità dell’artista di mettere in  connessione l’originalità della sua tradizione culturale con quella del Tibet”.

La mostra è visitabile gratuitamente nella Sala Munizioniere di Palazzo Ducale da giovedì 12 a domenica 29 settembre (dalle 10 alle 18).

“Il senso di un presidio culturale, come con orgoglio Palazzo Ducale ritiene di essere – aggiunge  Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura – risiede anche nella capacità di essere pronto e ricettivo ad accogliere nuovi percorsi e nel conseguente impegno a divenire interprete di un patrimonio sempre più vivo. Come è quello di  questa mostra, intessuta di materia viva, sul filo dell’autenticità antropologica e storica, che non cede mai al pittoresco, ma resta salda nella narrazione, nell’oggi, che ovunque è fatto di memorie e di futuro: così convivono i costumi antichi e le innovazioni, i paesaggi primigeni e quelli antropizzati, gli usi tradizionali e le nuove attività. E i ritratti, freschi e immediati, intimi ma pubblici, si fanno capitoli di questo racconto; donne e uomini che son parte eppure estranei ai grandiosi ambienti dello sfondo, incarnano alla perfezione lo straordinario ossimoro dell’essere umano, nello stesso tempo narratore e narrato, carnefice e vittima, nano e gigante, ma qui sempre straordinariamente autentico”.