Le autorità svizzere accusano i gestori del locale in cui un incendio ha causato decine di vittime tra giovani festeggianti nella località alpina
Le autorità svizzere hanno avviato un’importante indagine penale contro i due proprietari francesi del bar Le Constellation, teatro della tragedia di Capodanno a Crans‑Montana, nel Canton Vallese, dove un incendio ha provocato decine di morti e numerosi feriti. I due gestori sono accusati di omicidio colposo per negligenza, lesioni corporali per negligenza e incendio colposo, reati che la polizia e la procura federale ritengono possano derivare da carenze nei sistemi di sicurezza e nella gestione del locale la notte della strage.
La Procura generale del Vallese, Beatrice Pilloud, ha dichiarato in conferenza stampa che tutte le piste dell’indagine sono aperte e che si sta lavorando per chiarire le cause che hanno determinato il rogo, con particolare attenzione alle misure di sicurezza antincendio, ai materiali utilizzati all’interno del bar e alla gestione delle vie di fuga.

Le circostanze della tragedia e le ipotesi investigative
L’incendio è scoppiato all’incirca all’1:30 della notte di Capodanno nel locale Le Constellation, dove molte centinaia di persone, in gran parte giovani, festeggiavano l’inizio del nuovo anno. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni ufficiali, l’innesco del rogo sarebbe stato provocato da candele o petardi pirotecnici posti su bottiglie di champagne che hanno toccato il soffitto, composto da materiali facilmente infiammabili; questo avrebbe causato una rapida propagazione delle fiamme, con effetti simili a un flashover.
Gli investigatori stanno anche valutando se il locale disponeva di adeguate vie di uscita, dispositivi antincendio e se il numero di persone presenti fosse superiore alla capienza consentita. Sebbene i gestori sostengano che Le Constellation fosse conforme alle normative e avesse superato controlli di sicurezza in passato, le autorità stanno verificando ogni dettaglio per comprendere eventuali negligenze.
La vittima italiana Emanuele Galeppini
Tra le vittime del rogo c’è anche un genovese, Emanuele Galeppini, di quasi 17 anni, originario di Genova e residente con la famiglia a Dubai sin dall’infanzia. Il ragazzo, grande tifoso del Genoa e promettente golfista nel movimento giovanile italiano, si trovava nel locale la notte del 31 dicembre insieme ad altri partecipanti alla festa. Durante il caos provocato dall’incendio è stato ritrovato solo il suo cellulare, mentre le condizioni del suo corpo hanno poi confermato il tragico epilogo per il giovane.
Galeppini trascorreva le vacanze anche a Rapallo, dove la famiglia mantiene una residenza, e aveva forti legami con l’Italia nonostante vivesse all’estero.
Bilancio aggiornato della strage e italiani coinvolti
Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, il bilancio complessivo dell’incendio nel locale Le Constellation parla di circa 121 feriti, di cui alcuni non ancora identificati, e di almeno 40 vittime accertate. Tra le persone coinvolte figurano numerosi giovani di varie nazionalità, con diverse decine di feriti in condizioni spesso gravi per le ustioni riportate.
Le autorità italiane, attraverso la Farnesina, hanno comunicato che sono 14 i feriti italiani identificati finora e sei i connazionali ancora dispersi, dati che potrebbero evolvere nelle prossime ore con il proseguire delle identificazioni. Il processo di riconoscimento delle vittime è particolarmente complicato a causa delle gravi condizioni in cui si trovano molti corpi, richiedendo esami forensi e confronti con le famiglie.
Soccorsi, indagini e reazioni internazionali
Le operazioni di soccorso e di evacuazione hanno visto l’intervento di squadre di emergenza da più cantoni svizzeri e il trasferimento dei feriti in diversi ospedali, con alcuni trasportati anche in centri specializzati in ustioni in Svizzera e all’estero. L’incidente ha sollevato critiche e interrogativi sulla sicurezza nei locali notturni frequentati da giovani, con esperti che sottolineano la necessità di standard antincendio più rigorosi.
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