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SPID, Poste Italiane introduce il canone annuale: cosa cambia dal 1º gennaio e quale sarà il futuro dell’identità digitale

SPID, Poste Italiane introduce il canone annuale: cosa cambia dal 1º gennaio e quale sarà il futuro dell’identità digitale

Dal costo di 6 euro all’evoluzione verso CIE e IT-Wallet: tutte le novità sullo SPID di Poste Italiane e sul percorso di transizione digitale in Italia

Dal 1º gennaio Poste Italiane ha modificato le condizioni economiche del proprio servizio SPID, introducendo un canone annuale di 6 euro IVA inclusa. Il corrispettivo riguarda gli utenti che possiedono un’identità digitale attiva da oltre dodici mesi e viene richiesto a partire dalla scadenza del primo anno dall’attivazione. Restano esclusi dal pagamento i minorenni, gli over 75, i residenti all’estero e i titolari di SPID a uso professionale, per i quali il servizio continua a essere gratuito.

Il rinnovo non è automatico e gli utenti hanno sempre la possibilità di recedere senza costi aggiuntivi prima della scadenza. Per verificare la data di rinnovo è necessario accedere all’area personale tramite il sito di Poste Italiane o l’app PosteID, strumenti attraverso i quali viene gestita l’identità digitale.

Avvisi di rinnovo e gestione dell’identità digitale

Poste Italiane ha previsto un sistema di comunicazione preventiva per informare gli utenti dell’imminente scadenza dello SPID. Gli avvisi di rinnovo vengono inviati via e-mail a partire da 30 giorni prima, con tutte le indicazioni utili per procedere al pagamento del canone o per esercitare il diritto di recesso. In questo modo l’utente mantiene il pieno controllo sulla propria identità digitale e sulla continuità di accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati convenzionati.

La durata dello SPID e il rinnovo della convenzione

Nonostante l’introduzione del canone, lo SPID non è destinato a scomparire nel breve periodo. La convenzione con i gestori dell’identità digitale è stata rinnovata fino a ottobre 2025 e successivamente prorogata, garantendo la continuità del servizio almeno fino al 2030. Questo arco temporale assicura agli utenti la possibilità di continuare a utilizzare lo SPID come strumento di accesso ai servizi digitali, affiancandolo progressivamente alle nuove soluzioni in arrivo.

Il passaggio verso CIE e IT-Wallet

La vera trasformazione del sistema di identità digitale italiano è rappresentata dall’evoluzione verso la Carta d’Identità Elettronica e l’IT-Wallet, il portafoglio digitale europeo. Entro il 2026/2027 questi strumenti diventeranno centrali per l’accesso ai servizi digitali, integrando in un’unica piattaforma documenti come CIE, Tessera Sanitaria e Patente. La transizione è pensata come graduale, con l’obiettivo di accompagnare cittadini e istituzioni verso un modello più integrato e interoperabile a livello europeo.

Costi e scenari futuri per gli utenti

Nel contesto di questa evoluzione, il costo dello SPID rappresenta un tema destinato a rimanere attuale. Poste Italiane ha fissato il canone annuale a 6 euro, mentre altri provider potrebbero introdurre tariffe analoghe, soprattutto dopo l’estate 2025. Parallelamente, l’orientamento delle istituzioni è quello di favorire una migrazione ordinata verso CIE e IT-Wallet, strumenti destinati a sostituire progressivamente lo SPID come chiave principale dell’identità digitale.

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