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Venezuela, Maduro catturato dagli Stati Uniti: reazioni internazionali e incriminazioni a New York

Venezuela, Maduro catturato dagli Stati Uniti: reazioni internazionali e incriminazioni a New York
L'arresto del presidente del Venezuela Maduro

Gli Stati Uniti con una “uscita negoziata” arrestano il presidente venezuelano e sua moglie: Mosca, Bogotà e leader italiani reagiscono all’azione militare controversa

La cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, durante l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, è stata definita da fonti interne venezuelane come un’“uscita negoziata”, secondo quanto riportato da Sky News. L’annuncio pubblico era già stato diffuso da Donald Trump sul social Truth Social, dove affermava che Maduro e la moglie erano stati “catturati e portati via dal paese”. L’operazione, condotta dalle forze speciali statunitensi, ha sollevato immediatamente proteste internazionali e un acceso dibattito diplomatico.

Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha denunciato l’azione come un’“ignobile aggressione militare” avvenuta nella notte del 3 gennaio, che avrebbe colpito anche aree civili, causando vittime. In una dichiarazione ufficiale, Padrino López ha accusato gli Stati Uniti di voler ottenere le risorse del Paese e di imporre un cambio di regime, confermando che il governo venezuelano non negozierà né si arrenderà.

Trasferimento a New York e incriminazioni

Secondo quanto riportato da ABC News, Nicolás Maduro sarà trasferito a New York e detenuto nel centro di custodia preliminare di Brooklyn in attesa del processo. Il senatore repubblicano Mike Lee ha dichiarato che il Segretario agli Affari Esteri americano Marco Rubio ha confermato che non sono previste ulteriori azioni militari in Venezuela e che l’operazione aveva lo scopo di proteggere le forze incaricate di eseguire l’arresto.

La procuratrice generale degli Stati Uniti, Pamela Bondi, ha annunciato l’incriminazione di Maduro e della moglie presso il tribunale del Distretto Meridionale di New York. Tra le accuse figurano cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi, oltre a cospirazione per il possesso di tali armi contro gli Stati Uniti. L’incriminazione prevede che entrambi affrontino il processo secondo la giustizia americana.

Reazioni politiche e diplomatiche

L’attacco ha scatenato reazioni immediate a livello internazionale. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha condannato l’azione definendola “una palese violazione del diritto internazionale, senza alcuna base giuridica”, aggiungendo che l’operazione certifica il predominio militare degli Stati Uniti e mina la sicurezza globale. Conte ha chiesto al governo italiano di condannare formalmente l’attacco e di tutelare gli italiani presenti in Venezuela.

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha condiviso un video che mostra un’automobile distrutta e ha chiesto al governo italiano di proteggere i connazionali nel Paese, sottolineando la gravità dell’attacco.

Mosca ha condannato l’azione statunitense, definendola basata su “pretesti infondati” e motivata da ostilità ideologica. Il ministero degli Esteri russo ha esortato a evitare qualsiasi escalation militare e ha ribadito che tutte le controversie devono essere risolte tramite negoziati, sottolineando il diritto del Venezuela di decidere autonomamente il proprio destino. La Russia ha inoltre espresso solidarietà al popolo venezuelano e alla leadership bolivariana, sostenendo la richiesta di convocare urgentemente una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

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