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Ventimiglia: non li mettono in galera nemmeno se stuprano le donne

IMPERIA. 6 OTT. Non è stato messo nemmeno in galera. Un giovane immigrato bengalese, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 19enne, volontaria della Croce Rossa in servizio presso il centro di accoglienza di Ventimiglia, oggi è stato riconosciuto colpevole e condannato a 5 anni e 2 mesi di reclusione, ma anziché finire in carcere si trova agli arresti domiciliari.

La sentenza è stata emessa dai giudici del tribunale collegiale di Imperia.

Il drammatico episodio risale al marzo scorso, quando lo straniero era stato incaricato dai coordinatori della Croce Rossa di svolgere dei piccoli lavori di manutenzione e di prestare servizio come volontario in cucina. Una notte, però, il bengalese ha abusato della giovane donna, approfittando di essere solo con lei in una tenda.

I giudici hanno stabilito una provvisionale per i danni, ammontante a 10mila euro.

L'avvocato di parte civile, però, ha spiegato che intende chiamare in causa anche la Croce rossa, ritenendola responsabile per non aver effettuato i doverosi controlli nel campo di accoglienza.