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Vandalismi No Borders, pronte 100 denunce per i figli di papà

[caption id="attachment_198620" align="alignleft" width="728"] Il corteo di sabato sera, che ha tenuto in ostaggio il centro città a Genova[/caption]

GENOVA. 18 APR. Polizia e carabinieri hanno contato circa 400 scritte, che sabato sera hanno rovinato i muri della città, tenuta in ostaggio da circa 300 appartenenti alla rete No Borders, centri sociali e anarchici.

Sono stati imbrattati alcuni Palazzi dei Rolli e altri edifici storici. Petardi, razzi, fumogeni, bancomat messi fuori uso, lanci di uova con vernice, falò di contestazione alla giunta Toti davanti alla sede della Regione a De Ferrari, ma soprattutto il corteo ha provocato la chiusura di alcuni i locali e il fuggi fuggi dei passanti e dei residenti, che si sono rintanati in casa o si sono allontanati per paura di disordini come al G8.

Gli investigatori hanno individuato 100 giovani, che sono stati definiti anche dall'assessore regionale Rixi dei "figli di papà". Sarebbero responsabili dei danneggiamenti. La Digos sta preparando le denunce, che saranno depositate in procura.

Tra i vandali identificati ci sarebbero molti genovesi, ma anche stranieri, in particolare francesi che avevano già colpito a Calais.

Su Fb gli antagonisti hanno spiegato: "Chi si lamenta delle scritte sugli edifici dovrebbe ricordare che la storia dell'umanità è stata scritta sui muri sin dai tempi in cui abitavamo le caverne".