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Ultradestre, giottino finito: qualche tafferuglio e corteo sciolto

GENOVA. 11 FEB. Giottino finito. Saracinesche abbassate, residenti impauriti, qualche tafferuglio e un ferito lieve. Cala la sera e su Genova torna la calma. Il convegno delle ultradestre europee con Roberto Fiore (Italia) Nick Griffin (Regno Unito) Yvan Benedetti (Francia) Udo Voigt (Germania) Sarmiza Andronic (Romania) oggi si è "svolto regolarmente" così come la contro manifestazione della sinistra antifascista: "Genova non dimentica, ora e sempre Resistenza".

Meno di un centinaio da una parte, mille in piazza dall'altra. In mezzo i 400 appartenenti alle forze dell'ordine. Si temevano scontri per la discesa in piazza di antagonisti dell'area anarchica e dei centri sociali (tanto che la procura aveva raddoppiato il numero dei pm di turno) ma alla fine, per fortuna, c'è stato solo qualche tafferuglio e non si sono registrati feriti. Lanciati petardi, fumogeni, bulloni, bottiglie e sequestrato un furgone con spranghe e molotov.

Il corteo si è sciolto intorno alle 17,30. In via Caprera ora c'è ancora il presidio della polizia, ma è previsto che tutto torni alla normalità nel giro di poco tempo.

Il bilancio della giornata parla solo di un manifestante lievemente ferito alla testa durante la fase più calda del corteo. Sarebbe stato colpito da un oggetto, forse una bottiglia, lanciato successivamente alla carica di alleggerimento della polizia, avvenuta dopo che un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare nel varco della zona rossa aperto dalle forze dell'ordine per consentire il passaggio di un'ambulanza. Un altro momento di forte preoccupazione si è registrato quando un gruppo di antagonisti ha accusato quelli della Fiom di fare un cordone per impedire l'avanzamento del corteo e gli scontri con la polizia. Ne è nato un piccolo tafferuglio, sedato dagli stessi manifestanti e finito lì.

"Era fondamentale essere qui - ha detto il sindaco Marco Doria in testa al corteo insieme al vice Stefano Bernini e al vicepresidente del consiglio regionale Pippo Rossetti - a fronte di posizioni che sono veleno per la democrazia perché seminano odio, razzismo e intolleranza. Questa è una risposta seria dei cittadini genovesi".

"Noi non siamo gente di odio, l'odio lo subiamo - hanno replicato Roberto Fiore e il genovese Massimo Lionti di FN - avremmo potuto riunirci in una sala migliore ma non e' stato possibile. Sono stati violati due diritti costituzionali. Quello di riunirsi e quello di manifestare le proprie opinioni. I veri rivoluzionari sono Trump e Putin".

https://youtu.be/Qzu4VjF4BWc