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Tursi: migranti al lavoro in Comune, ma non per aiutare i genovesi

[caption id="attachment_213711" align="alignleft" width="370"] Il sindaco Marco Doria con alcuni immigrati[/caption]

GENOVA. 12 AGO. Noi li accogliamo e pensiamo a loro, ma loro non devono mica pensare a noi. Per la giunta Doria, gli immigrati non devono lavorare nell'interesse della comunità cittadina che li ospita. Guai a formarli solo per aiutare i nostri anziani lasciati soli e in difficoltà, oppure per ripulire i greti dei rii ed i numerosi giardinetti pubblici o per altri progetti socialmente utili ai genovesi.

Palazzo Tursi oggi ha comunicato che da martedì prossimo "sei migranti di età compresa tra 21 e 26 anni, dopo un adeguato percorso formativo, aiuteranno in particolare i cittadini stranieri a comprendere e compilare la modulistica necessaria per le diverse pratiche amministrative di loro interesse".

I giovani che aderiranno alla proposta svolgeranno "a titolo volontario e gratuito, alternandosi dal lunedì al venerdì (ore 9 - 12.30) attività di mediazione culturale e/o di interpretariato presso la sede civica di Corso Torino 11, dove quotidianamente accedono cittadini stranieri per l’espletamento di pratiche anagrafiche o di stato civile".

L'amministrazione Doria ha spiegato, inoltre, che si tratta di una fase sperimentale di tre mesi, al termine dei quali si valuteranno i risultati dell’esperienza e l’opportunità di una sua prosecuzione ed estensione. I giovani potranno anche raccogliere e rappresentare eventuali necessità rilevate nel corso della loro esperienza.