ARCHIVIO

Tursi 2017, disperato appello Pd ai compagni puri: Unità della sinistra

GENOVA. 13 GEN. "Il quadro politico nazionale, lo stato di difficoltà e di disaffezione verso la politica impongono una riflessione e una conseguente azione locale affinché, anche da Genova, parta un messaggio inequivocabile di ripresa e riscossa sociale del nostro Paese. L’esperienza delle Primarie per il candidato Sindaco del Centrosinistra di Genova della scorsa tornata amministrativa ha mostrato da un lato una città partecipe e attenta ai contenuti della politica locale, ma dall’altra parte ha evidenziato quanto sia prioritario mettere al centro la costruzione di un programma condiviso prima della discussione sui nomi, condizione essenziale per compiere scelte coraggiose e innovative nell’azione amministrativa".

Conti alla mano, lo ha dichiarato la segreteria provinciale del Pd genovese, che ieri ha lanciato un disperato appello all'Unità della sinistra per le prossime elezioni amministrative di primavera. Però a spaccare la sinistra, tra le altre cose, è stata proprio la scelta dello stesso Pd di non costruire programmi condivisi e di seguire l'arrogante politica della rottamazione. Ciò è avvenuto sia a livello nazionale, con il segretario del partito poi sconfitto dal voto popolare anche grazie a molti compagni che hanno votato NO a Renzi-Boschi, sia a livello locale, con i risultati che a Genova sono sotto gli occhi di tutti.

"Tanti cittadini sfiduciati e preoccupati per una persistente crisi morale ed economica a livello nazionale - ha aggiunto il Pd genovese - rischiano di non vedere più nel campo del centrosinistra, se poco coeso e litigioso, quel progetto in cui avevano riposto la loro fiducia. Tale situazione rischia di alimentare fenomeni di antipolitica e di disimpegno, veri nemici del progresso e della convivenza civile. Siamo convinti che solo un rinnovato centrosinistra sia il soggetto capace di dare risposte serie, credibili ed efficaci contro le pericolose semplificazioni di forze inadeguate ad affrontare le sfide della nostra città, e che scommettono su comunità più chiuse e quindi più sole.

Per questo crediamo che le forze politiche, civiche e i movimenti che si richiamano ai valori della Costituzione nata dalla Resistenza, fondanti della nostra cultura – in primis libertà e giustizia sociale – insieme ai tanti genovesi che lavorano quotidianamente per la qualità della vita e dei servizi della nostra città, debbano ora 'mettersi in gioco'.

Sentiamo forte la responsabilità che per primi ricade su di noi nella costruzione di una coalizione ed infatti con un voto unanime della nostra direzione provinciale lo scorso 19 dicembre abbiamo deciso di avviare un percorso che – prima della discussione sui nomi o sul metodo da adottare per la scelta dei nomi – abbia l’obiettivo di ricercare una sintesi programmatica tra le forze politiche che hanno sostenuto in questi anni le esperienze di centrosinistra nella nostra città.

Siamo peraltro ben consapevoli che nell’attuale quadro politico l’unità delle rappresentanze politiche di centrosinistra può non essere sufficiente se non è affiancata dall’emergere delle migliori forze civili della nostra città, che apportino energie, risorse e idee utili a scrivere il futuro della nostra comunità, anche per diminuire quella certa distanza che sembra percepirsi tra l’amministrazione comunale ed i cittadini, a partire in particolare dai territori periferici.

Occorre aprire una nuova fase che tenga insieme partecipazione, rappresentanza e cittadinanza per operare scelte innovative, sostenibili e coraggiose.

L’esperienza politica della sinistra nella nostra Città è sempre stata caratterizzata da una compagine ampia e inclusiva. E’ il momento di un impegno unitario per costruire insieme un progetto forte e di rinnovamento generazionale per il futuro di Genova capace di attrarre nel nostro territorio risorse, persone, idee, occupazione. Un nuovo centrosinistra dove al centro ci sia veramente il cittadino ed il futuro della nostra Città.

Pensiamo che il confronto programmatico possa partire da questi punti:

1. Una visione strategica di lungo periodo che metta a sistema il potenziamento della rete portuale, le possibilità date dall’ industria di alta tecnologia, le occasioni che si possono garantire attraverso il turismo e la cultura come volano economico;

2. La tutela dei cittadini che tenga assieme i progetti concreti di integrazione culturale e sociale nella gestione della sicurezza. Progetti di integrazione e convivenza nella gestione dei migranti e maggior coinvolgimento dei Municipi nella gestione delle emergenze;

3. Il mantenimento delle politiche infrastrutturali e della conversione di aree di trasformazione in continuità con questi anni;

4. Ripensamento delle società partecipate con lo scopo di salvaguardare i servizi ai cittadini e la garanzia di continuità di reddito ai lavoratori;

5. Welfare di comunità che sostenga progetti di promozione sociale insieme al volontariato, associazionismo e cooperazione sociale;

6. La promozione di un modello di sviluppo sostenibile che preveda la limitazione al consumo di suolo e prosegua le azioni intraprese a prevenzione del dissesto idrogeologico;

7. La rigenerazione urbana delle periferie nell’ambito di una città policentrica come strumento per la coesione del territorio e la riqualificazione sociale;

8. Una rinnovata attenzione al rapporto con le istituzioni scolastiche finalizzata alla costruzione di legami più forti tra le scuole e il loro territorio di appartenenza; tra i progetti di edilizia scolastiche per scuole più sicure e accoglienti; ai servizi di ristorazione scolastica come vero e proprio “progetto mensa” di educazione alimentare che coinvolga i ragazzi, gli insegnanti e le loro famigile;

9. L’organizzazione della macchina istituzionale del Comune per renderla, tramite i Municipi, sempre più vicina alle esigenze dei cittadini.

Alla luce di queste considerazioni, Vi invitiamo a metterci come si dice “intorno ad un tavolo” per smussare gli angoli delle diversità e per individuare un percorso comune a cominciare dal programma, aumenteremo così le possibilità di scegliere il candidato sindaco in maniera unitaria e partecipata".