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Trump ad Apple: "Voglio un iPhone 100% made in Usa"

MILANO. 7 GEN. « Porterò Apple a costruire i suoi computer nel nostro territorio e non in Cina. Come ci aiuta se lo fanno in Cina? ? Così diceva Donald Trump, prima dell’elezione ? tempi duri per chi produce fuori dai confini nazionali.» I colossi americani della tecnologia in Borsa hanno avuto le perdite più massicce dopo il voto. Oggi rischiano le compagnie che hanno parte delle fabbriche all'estero dove i margini di guadagno e i costi di produzione sono minori rispetto alle produzioni negli Usa. Apple, cioè il gruppo di Cupertino, assembla i suoi prodotti in Cina e i componenti vengono fabbricati fra il Giappone e Taiwan e nello stesso paese asiatico.

Non a caso Tim Cook, amministratore delegato di Apple, nel duello Trump-Clinton ha sostenuto la candidata dei democratici, organizzando una raccolta di fondi per l'organizzazione e seguiva attentamente la campagna elettorale. In un'intervista al New York Times del 23 novembre scorso, Cook  ha rivelato di aver ricevuto una telefonata da Trump, al quale avrebbe promesso sgravi fiscali per convincerlo a produrre sul suolo americano. «Vi daremo incentivi, faremo un taglio delle tasse molto grosso per le aziende e ne sarete felici. ? Spiegava il neo presidente ?Tim, sai che una delle cose a cui tengo molto.! Un vero traguardo è quando porterò Apple a costruire un grande stabilimento negli Stati Uniti, o molti grandi stabilimenti negli Stati Uniti. Invece di andare in Cina, in Vietnam e nei posti dove andate, farete i vostri proprio qui.!»

L’Ad di Apple non ha commentato le rivelazioni di Trump a parte uno stringato «Capisco». Ma le relazioni tra Apple e Trump non sono mai state idilliache. Le scelte commerciali di Trump si basano su due vie: rendere più opportuno la produzione negli Usa o rendere più sconveniente quella all’estero, ad esempio in Cina. Tuttavia, l'ipotesi di una guerra commerciale a colpi di dazi con Pechino dagli esiti incerti, ha già reso Trump più moderato di quanto sia stato a parole in tema di protezionismo.

Una buona parte degli analisti ritiene che sarebbe irrealizzabile per Apple spostare interamente negli Usa le produzioni. In Cina l'azienda può contare su una gigantesca catena di fornitori, tutta gravitante intorno al grande polo industriale di Shenzhen(un indotto efficiente) . Ci vorrebbero anni per ricostruire tale sistema negli Stati Uniti. Il 21 dicembre 2015, in un'intervista alla Cbs, Cook ha spiegato che è difficile per Apple produrre in Usa anche per la scarsità di personale con le qualifiche necessarie (una cultura tecnico -scientifica specifica). Al momento Apple produce in Usa solo un prodotto di nicchia come il MacPro. Il neo presidente cerca di convincere  Tim Cook diminuendo l'aliquota sugli utili, avere meno burocrazia e un condono rilevante sul rientro dei capitali negli Usa. Queste allietanti offerte, proposte da Trump, potranno spostare più di un equilibrio dentro la casa di Cupertino e Cook? ABov.