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Toti: il centrosinistra unito in Liguria avrebbe perso lo stesso

[caption id="attachment_194405" align="alignleft" width="426"] Un lenzuolo steso per le strade di Genova (foto di mugugnolibero.com)[/caption]

GENOVA. 13 MAR. Primarie Pd, spaccatura a sinistra, polemiche Paita e Cofferati, Renzi e D'Alema. E' falso che il centrosinistra, se fosse rimasto unito e compatto, in Liguria avrebbe vinto. Secondo Giovanni Toti, il centrosinistra ha perso per incapacità politica e i numeri gli danno ragione.

Sul giudizio dei cittadini liguri hanno pesato il governo di Claudio Burlando in Regione e quello di Marco Doria in Comune a Genova. Lo dimostrano pure i record di consensi ottenuti da M5S e Lega Nord. Il centrodestra ha vinto anche se c'era la "lista di disturbo" del senatore genovese Enrico Musso, ex prediletto di Silvio Berlusconi.

"Pur seguendo col dovuto distacco - ha spiegato oggi Toti - un dibattito tutto interno al Pd e alla sinistra circa le spaccature che avvantaggerebbero il centro-destra, mi vedo costretto a intervenire visto che la Liguria viene spesso chiamata in causa da primari esponenti politici ( da Renzi in giù) e da molti editorialisti dei principali organi di stampa. Per amor di verità mi vedo costretto a ricordare, dati alla mano, come sono andati davvero i fatti: in Liguria il centro-sinistra ha perso per la propria incapacità complessiva di fornire proposte e progetti credibili agli elettori e non per le divisioni del proprio schieramento. Basta infatti una semplice operazione aritmetica per accorgersi che sommando i voti ottenuti dalle liste che sostenevano il candidato del PD e da altri a quelli della lista a sinistra il risultato è comunque inferiore a quello del centro destra.

Ecco i numeri. Le liste che sostenevano Giovanni Toti presidente hanno ottenuto 203.326 voti pari al 37,70%. Le liste che sostenevano Raffaella Paita 163.647, il 30,34%. Le liste per Pastorino presidente infine hanno avuto 35.593 voti, il 6,60%. I risultati sommando le liste per Paita e Pastorino sono chiari: 199.240 voti, il 36,94%. E questo nonostante anche nello schieramento di centro destra vi fosse una lista di disturbo (che ha preso 8408 voti) guidata addirittura da un candidato del centro-destra al comune di Genova nelle precedenti elezioni .

Quindi consiglio a tutti di sviluppare i propri ragionamenti sulla base di dati veri, perché difficilmente si ricava qualcosa di buono scaricando proprie responsabilità su capri espiatori inventati all'occorrenza".