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Toti come Bertolaso: garantisce i rom, che ora esigono le palanche

[caption id="attachment_190945" align="alignleft" width="745"] Una nomade con i bimbi per strada, anziché a scuola[/caption]

GENOVA. 20 MAG. I nomadi rom, sinti e caminanti, chiedono a Toti i soldi europei dei liguri perché "ce li meritiamo". Burlando, Paita & Co. glieli avevano concessi. Ora li vogliono pure da chi dice che "il vento è cambiato".

D'altronde, i nomadi non hanno tutti i torti perché lo stesso assessore regionale all'Agricoltura, il leghista duro e puro Stefano Mai, fedelissimo di Rixi, lo scorso 3 febbraio, insieme al governatore ligure, ha sottoscritto un documento con il quale la Regione Liguria istituisce il regolamento interno del comitato di sorveglianza del programma regionale di Sviluppo rurale Feasr 2014 – 2020. All'interno del documento si legge che il comitato di sorveglianza “garantisce la rappresentanza di persone migranti e rom”.

"Con una lettera ufficiale indirizzata al governatore Toti - ha spiegato oggi l'associazione Nazione rom -  la legittima rappresentanza dei rom, sinti e caminanti, ha richiesto un incontro con carattere di urgenza al fine di ripristinare la legalità ed il rispetto dei regolamenti europei".

Dopo avere garantito la loro rappresentanza, bisognerà vedere se il presidente della giunta di centrodestra accetterà la richiesta ed accoglierà i nomadi pure nel suo ufficio a De Ferrari.

"Nel 2015 - ha aggiunto l'associazione Nazione rom - l'Italia ha presentato dei programmi operativi per lo sviluppo economico del paese chiedendo il cofinanziamento alla commissione europea. Un progetto complessivo pari a 32 miliardi di euro di cui il 20% destinato all'inclusione sociale dei poveri. Una quota pari ad un miliardo di euro è destinata a Rsc. La Regione Liguria ha presentato i programmi all'Unione Europea. Tuttavia, precisi regolamenti europei disciplinano l'uso del denaro pubblico.

Per ogni programma finanziato si è formato un comitato di sorveglianza composto da rappresentanti delle amministrazioni nazionali, regionali e locali e dalle organizzazioni rappresentative della società civile. La legittima rappresentanza dei rom, sinti e caminanti, un popolo europeo composto da dodici milioni di individui, è stata esclusa dai comitati di sorveglianza e dalla relativa programmazione dell'uso del denaro pubblico. Per precise responsabilità politico istituzionali degli amministratori nazionali e regionali il tavolo non si è più riunito dal 14 aprile 2014. Nel frattempo sono arrivati i finanziamenti.

Il mancato rispetto dei regolamenti europei può arrivare a determinare il commissariamento del governo nazionale e dei governi regionali oltre alla sospensione di tali finanziamenti. Sono questi i temi posti al governatore della Regione Liguria ed alle autorità italiane. Adeguare i partenariati e la governance nei comitati di sorveglianza, rispettare strategia, accordi e regolamenti, convocare il tavolo di inclusione dei Rsc. Compiti a cui la Regione Liguria e l'Italia non possono più sottrarsi. E' in gioco il presente ed il futuro dell'intero paese e dei suoi cittadini". Fabrizio Graffione