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Tolleranza zero solo con italiani, Doria sceriffo di Nottingham

[caption id="attachment_189078" align="alignleft" width="280"] Due pesi e due misure a Sottoripa: lo storico biciclettaio chiude dopo 39 anni per colpa di una multa da 1.200 euro comminata dai gendarmi di Amiu[/caption]

GENOVA. 30 GEN. E' un immondezzaio da tutte le parti, ma a essere colpiti sono solo gli italiani onesti. Il popolo del web si schiera con lo storico biciclettaio e i commercianti di Sottoripa, dopo la multa dei gendarmi di Amiu, che oggi hanno inflitto 1.200 euro di sanzione per 4 tubi al neon gettati nel contenitore dei vetri. Una roba che ha costretto il biciclettaio a chiudere per sempre dopo 39 anni di attività.

La gente non dimentica il mercatino illegale, l'insicurezza al Porto Antico e in altri quartieri, la desertificazione commerciale dei caruggi e l'incapacità di Doria, descritto da molti come lo sceriffo di Nottingham.

«Ci risiamo - hanno detto oggi il capogruppo regionale FdI Matteo Rosso e il vicepresidente del consiglio comunale Stefano Balleari - ancora un episodio che dimostra come il Comune di Genova applichi due pesi e due misure: inflessibile sceriffo di Nottingham verso i negozianti regolari e tollerante verso gli abusivi. Grazie alla “tolleranza zero” applicata da Amiu, Genova perde un’altra attività storica, proprio in un quartiere dove invece si dovrebbe premiare il coraggio e la caparbietà imprenditoriale di chi, nonostante degrado e insicurezza dilagante, cerca di resistere tenendo la saracinesca alzata, mantenendo vivo un quartiere difficile.

Purtroppo non è la prima volta che ci troviamo a dover denunciare episodi di assoluta miopia e accanimento amministrativo simili a questo. Ricordiamo le multe date a un antiquario del centro storico, reo di esporre alcuni comodini in un vicolo, oppure le sanzioni ad alcuni commercianti della zona Foce che avevano esposto striscioni “personalizzati” nell’area del cantiere del Bisagno solo per ricordare ai clienti che dietro le impalcature la propria attività ancora era aperta. Pensiamo che il Comune e le sue partecipate dovrebbero applicare un comportamento di maggiore buon senso ed evitare di infliggere colpi mortali a un tessuto economico, quello del centro storico genovese, che ha perso, dal 2008 a oggi, circa il 19% delle attività commerciali, circa 80 negozi che hanno chiuso per sempre.

Sarebbe meglio, al limite, essere altrettanto zelanti nel contrasto all’abusivismo, anziché legalizzare mercatini di cianfrusaglie rubate come in corso Quadrio , al commercio illegale delle false griffes che, oltre a fare concorrenza sleale nei confronti dei commercianti in regola, sfocia in episodi di insicurezza come testimoniano le aggressioni a danno delle forze dell’ordine di alcune settimane fa».