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Stop monopolio Coop e disco verde a Esselunga, M5S e Pd sulle barricate

[caption id="attachment_192122" align="alignleft" width="630"] Pronti a partire per Genova: polemiche in Regione per lo stop al monopolio Coop e il possibile arrivo di Esselunga in città[/caption]

GENOVA. 27 GIU. “Un ulteriore, durissimo, colpo al piccolo commercio locale che provocherà desertificazione urbanistica e degrado ambientale, abbatterà la tutela della qualità dei prodotti e minaccerà salute e diritti dei lavoratori”.

Duro il commento di M5S e Pd dopo la riunione di oggi della commissione regionale Attività produttive sullo stop al monopolio delle Coop in Liguria e il via libera della giunta Toti a 15 nuovi insediamenti della grande distribuzione organizzata, che significa il possibile sbarco di Esselunga in città (probabilmente in via Piave ad Albaro).

Nella sua illustrazione, l’assessore Edoardo Rixi ha assicurato che sono stati valutati tutti i criteri di carattere ambientale, tra cui rischio idrogeologico, traffico e inquinamento da pm 10, ma M5S e Pd sul provvedimento che dovrebbe essere varato entro luglio, hanno annunciato battaglia ad oltranza.

“Rixi ci spieghi come si sia potuto ritenere idoneo il sito in Media ed Alta val Bisagno dal punto di vista idrogeologico – ha chiesto il consigliere regionale Marco De Ferrari - e come non sia stato rilevato alcun problema di traffico davanti allo stadio Carlini, a due passi da un’arteria come corso Europa. Questi sono solo due dei ben 8 siti previsti su Genova. Se il provvedimento resterà così, ci impegneremo in tutti i prossimi passaggi in Commissione per bloccare questo ennesimo schiaffo alla piccola distribuzione. Siamo pronti ad andare all’ostruzionismo ad oltranza fino a ferragosto ed oltre. Vogliamo tutelare i piccoli commercianti liguri, la filiera corta e il chilometro zero”.

"Ciò che emerge dalla presentazione del testo sul Commercio - hanno spiegato i consiglieri del gruppo regionale Pd - non ci convince per due ragioni specifiche. La prima è una questione di legittimità, visto che la norma potrebbe presentare alcuni profili di incostituzionalità. Un altro tema che ci preoccupa è quello relativo alle aree di pregio. Nella precedente programmazione commerciale le Strutture urbane e le zone classificate come Immagine urbana erano escluse da insediamenti commerciali di media e grande superficie. Mentre la giunta Toti, dopo aver escluso questo divieto a gennaio con la moratoria delle licenze commerciali, con questa nuova legge ha, di fatto, aperto le aree di pregio ai grandi insediamenti commerciali. In definitiva, è dubbio che questo provvedimento, sempre che sia legittimo e non passibile di contestazioni, garantisca più concorrenza. Poca trasparenza e grande distribuzione, anche laddove prima era vietato".