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Spese pazze in Regione: spuntano aragoste, creme anticellulite e salatini

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GENOVA. 11 FEB. Emergono nuovi particolari nell’inchiesta sulle cosiddette spese pazze in Regione, spese sostenute che gli ex consiglieri della Regione Liguria si sono fatti rimborsare dal Consiglio giustificandole come istituzionali, durante il periodo compreso tra il 2008 e il 2010 e per le quali il pm Massimo Terrile ha chiesto il rinvio a giudizio.

Nelle 300 pagine dell’inchiesta, che vede indagati 13 politici, vengono evidenziate le spese degli ex consiglieri, per cifre che vanno dai 10 mila euro fino a oltre 100 mila. Fra gli altri, Luigi Patrone del gruppo Italia di Mezzo avrebbe acquistato una crema anticellulite; Tirreno Bianchi dei Comunisti Italiani  le ostriche, champagne, aragoste e una consolle Nintendo; Nicola Abbundo (ex Forza Italia e poi Udc) un soggiorno in Alto Adige di un paio di settimane. Poi ci sono i 16 chili di salatini, mezzo chilo di cioccolatini, cinque chili di parmigiano reggiano di Giovanni Macchiavello del gruppo Per la Liguria Sandro Biasotti ed i salatini dell’attuale presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone della Lega.

Ma fra le varie “spese pazze” figurano anche presunti rimborsi illeciti per surgelati recapitati a casa, giocattoli, pane, frutta, verdure, carne, push up, perizoma e un soggiorno alle terme di Chianciano. Più che pazzo, appare strano il presunto rimborso del cd di Renato Zero, addebitato al professore ed ex assessore al Bilancio Giovanni Battista Pittaluga.

Se venissero condannati, ai politici liguri verrebbe applicata la legge Severino.