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Sottratti 500mila euro a disabili e minori: arrestato avvocato genovese

GENOVA. 19 GEN. Secondo gli inquirenti, per dieci anni (dal 2006 al 2016) ha sottratto soldi dai conti correnti, libretti e depositi bancari di alcuni minori e disabili di cui era curatore speciale. I prelievi del pubblico ufficiale sarebbero stati costanti, per oltre 500mila euro. Pertanto, il pm ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare per l'avvocato genovese Roberto Mina, 63 anni, che da oggi è agli arresti domiciliari con l'accusa di peculato.

L'inchiesta della polizia giudiziaria (aliquota polizia di Stato) della procura, è nata lo scorso anno dopo la segnalazione del giudice tutelare a cui la parente di un disabile, amministrato da Mina, aveva indicato alcune anomalie sui conti bancari. In particolare, dopo la vendita di tre appartamenti per un totale di 540 mila euro, nel deposito dell'amministrato dopo alcuni anni erano rimasti soltanto 50mila euro. Una cifra giudicata incompatibile con le spese che il disabile aveva sostenuto negli anni.

Da questa segnalazione erano partite altre indagini ed è emerso che il legale avrebbe prelevato indebitamente da altri 24 conti correnti di minorenni che ricevevano pensioni di invalidità o di reversibilità. In alcuni casi, l'avvocato avrebbe prelevato direttamente dai conti, avendo la disponibilità per compiere operazioni. In altri casi, si sarebbe fatto versare direttamente sul proprio conto gli assegni di mantenimento o delle pensioni senza poi girarli ai legittimi titolari.

Il procuratore capo Francesco Cozzi oggi ha sottolineato che l'amministrazione giudiziale è un settore molto delicato, importante e in continua espansione per cui occorrono rigidi controlli, anche se "la maggior parte" degli amministratori sono professionisti "onestissimi" e risultano rarissimi i casi di mala gestione.

L'avvocato Roberto Mina, alcuni anni fa, era già rimasto coinvolto in un caso che aveva suscitato indignazione e clamore. L'Associazione vittime dell'ingiustizia aveva messo a disposizione di Giuseppe Serratore (l'uomo condannato dal Tribunale di Genova due volte per lo stesso reato) un avvocato per assisterlo in tutte le sedi opportune, anche quella del risarcimento danni "per chi l'aveva fatto finire in galera per incuria, colpa o responsabilita' oggettiva". L'Avi aveva denunciato il caso al ministro della Giustizia, invitando l'Ordine Forense di Genova a far partire un provvedimento disciplinare nei confronti di Roberto Mina, che risultava il difensore d'ufficio in entrambi i processi di Serratore '"per non avere svolto fino in fondo il suo compito istituzionale e non avere provveduto per esempio a presentare il ricorso in Appello".