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Sori, il film sulla storia dell'alpinista Ettore Castiglioni

SORI.3 OTT. Questa sera, martedì 3 ottobre alle ore 21.00 nella Sala Enzo Costa in Sori, sarà proiettato il film “Oltre il confine, la storia di Ettore Castiglioni” di Andrea Azzetti e Federico Massa. Lo spettacolo è organizzato su proposta del Cai di Sori con la collaborazione del Comune e della Pro Loco della cittadina.

Ettore Costiglioni è stato una figura emblematica dell'alpinismo tra la prima e seconda guerra mondiale. Esploratore solitario, avvocato che preferiva le biblioteche e i musei ai tribunali, scrittore, musicista, Castiglioni morì nel marzo del 1944, a soli trentacinque anni di età, sulle Alpi svizzere, esattamente come aveva previsto e annotato nel suo diario molto tempo prima.

Dopo l'8 settembre 1943, Castiglioni si era rifugiato in una baita in alta Valpelline, sopra Aosta, guidando poi attraverso le montagne centinaia di profughi in fuga dal regime fascista. Giorno dopo giorno aveva continuato la sua «missione» fino a quando, dopo una prima prigionia in Svizzera, fu catturato nuovamente oltre il confine. Riuscì a fuggire nella notte, senza pantaloni, senza scarponi, avvolto in una grande coperta con i ramponi legati ai piedi scalzi. Fu ritrovato tre mesi dopo, sul ghiacciaio del Forno, a un passo dalla salvezza, morto congelato.

Cosa lo spinse a tentare una fuga impossibile? Lui alpinista ed esperto di montagna? Quale missione aveva da compiere in Svizzera?  I motivi profondi del suo gesto sembrano richiamarsi a un’idea romantica di alpinismo e a un bisogno di libertà assoluta. Stefano Jesurum, descriveva con queste parole Costiglioni. ABov.

«Un uomo giusto che rischia la vita, e la perde, per salvare ebrei e fuggiaschi perseguitati. Un sognatore che porta nel cuore i ricordi della Patagonia. Questo, e altro ancora, è stato Ettore Castiglioni.»  tratto dal supplemento del Corriere della Sera, Sette.

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