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Soldi in Svizzera, il pm Franz: niente processo per il compagno Gino Paoli

[caption id="attachment_197637" align="alignleft" width="480"] Il cantautore genovese Gino Paoli[/caption]

GENOVA. 31 LUG. "Non voglio si sappia che ho portato soldi all'estero. Io sono un personaggio pubblico, non posso rischiare questo. Ho un'immagine da difendere".

E' una sintesi delle conversazioni intercettate un paio di anni fa dalla Guardia di Finanza, durante l'inchiesta su Carige. I soldi, circa due milioni di euro, che in parte sarebbero stati guadagnati "in nero" da Gino Paoli anche per esibizioni durante feste di partito, in Svizzera c'erano davvero.

Il cantautore genovese era indagato da un anno e mezzo per l'evasione di circa 800mila euro, legata a un'infedele dichiarazione dei redditi. Le indagini, però, si sarebbero dilungate troppo e, almeno secondo la procura genovese, il reato ormai è caduto in prescrizione.

Pertanto, l'inchiesta sulla presunta maxi evasione del cantautore va archiviata e a suo carico non ci sarà nessun processo. La richiesta di archiviazione è stata presentata nei giorni scorsi dal pm Silvio Franz, che ha coordinato l'inchiesta della Guardia di Finanza.

Il compagno Gino Paoli, difeso dall'avvocato Andrea Vernazza, nei mesi scorsi aveva già raggiunto un accordo di rateizzazione con l'Agenzia delle Entrate per estinguere il debito con il Fisco italiano.

Ora è arrivata la richiesta del pm perché non sarebbe possibile determinare con certezza la data di inizio dell'evasione, che dovrebbe comunque essere avvenuta prima del 2008. Fabrizio Graffione