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Sindaco Spezia abbandona commemorazione foibe: Pd lo difende

LA SPEZIA. 11 GEN. Il sindaco di la Spezia, Massimo Federici, si toglie la fascia tricolore e abbandona le celebrazioni per commemorare le vittime delle foibe, massacrate dai partigiani comunisti titini solo per ragioni etniche, durante il Giorno del Ricordo. La polemica è scoppiata ieri durante il consiglio comunale straordinario quando un esule ha ricordato l'Olocausto italiano, ringraziando anche CasaPound perchè "unica forza politica che ha da sempre dimostrato solidarietà e portato i fiori nella piazza dedicata in città ai martiri delle foibe".

"Intendo esprimere - ha dichiarato il capogruppo comunale del Pd Luca Liguori - forte indignazione per le parole sentite questa mattina in occasione delle celebrazioni della Giornata del ricordo, che hanno 'sporcato' un momento che dovevo essere di dialogo, testimonianza e di pace. Una giornata che, come sottolineato dal sindaco Federici e ripreso poi da tutti gli interventi successivi, andava a consolidare quel percorso decennale intrapreso dal Consiglio comunale della Spezia, di riconoscimento del sacrificio delle vittime delle foibe e degli esuli dei territori dell'Istria e della Venezia Giulia. Una pagina della storia Italiana verso cui, le Istituzioni, le massime Autorità locali e molti tra cittadini e studenti, questa mattina hanno voluto rendere omaggio, con grande partecipazione emotiva. Qualcuno tra gli invitati a prendere la parola per testimoniare quell'esperienza, ha invece approfittato, per sfogare la propria vocazione politica, inneggiando a movimenti di ispirazione fascista. A nome del gruppo consigliare e del Partito Democratico, respingo questo tentativo spregiudicato e opportunistico di utilizzo di una vicenda storica a fini politici. Comportamento inaccettabile, che offende prima di tutto le persone che hanno vissuto quella realtà e pericoloso perché mira a incoraggiare risentimento e forte spirito di rivalsa. Anche nei confronti dei moltissimi studenti presenti in sala, che increduli per l'accaduto sono rimasti turbati da quelle incresciose parole, chiedo all'associazione Venezia Giulia e Dalmazia, presente in sala, una netta presa di distanza sui contenuti di quelle affermazioni".