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Se a Genova la Giustizia non è uguale per tutti: stop esproprio beni ai nomadi ricchi

GENOVA. 28 SET. Sequestro di circa 9 milioni di euro (moto, auto di lusso, camper, ville, terreni, attività commerciali) grazie alla brillante operazione investigativa dei carabinieri, ma stop dei magistrati alla confisca dei beni ad alcuni nomadi.

Il cortocircuito ha come protagonista, ancora una volta, l'amministrazione della Giustizia ed i modi in cui viene fatta rispettare la Legge nella nostra città.

Accade che gli investigatori, dopo la lunga ed accurata indagine dei mesi scorsi, siano finalmente riusciti ad ottenere il sequestro dei beni per taluni appartenenti alle famiglie sinti del campo di Bolzaneto, che secondo l'accusa sono stati acquistati con guadagni mai dichiarati perché ottenuti sostanzialmente con attività illecite.

Genova ed i cittadini onesti, dopo tanti anni di proteste contro l'insediamento dei nomadi, hanno esultato.

Gli avvocati difensori dei nomadi, invece, si sono opposti ai provvedimenti, ritenuto "abnorme" rispetto ai fatti contestati, annunciando anche il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Tutto ok. Fino a quando i magistrati genovesi, come spesso avviene, si convincono che non basta ed occorre il passo successivo. Ossia la confisca, che prevede l'esproprio coattivo e quindi il divieto di utilizzo dei beni, ancora in mano a persone che loro stessi definiscono "socialmente pericolose".

Solo che ieri mattina, al campo nomadi di Bolzaneto, quando i carabinieri sono arrivati per notificare l'atto di confisca e rimuovere anche i camper di lusso, è scoppiata una sorta di rivolta, con strada e militari bloccati, sedata solo con l'arrivo di due ufficiali dell'Arma e dalla promessa di parlarne con la Procura.

Alla fine, dopo una lunga trattativa, è finita tutto a tarallucci e vino, con i carabinieri costretti a battere in ritirata ed a lasciare tutto lì nel campo nella disponibilità dei nomadi.

Talune toghe genovesi, spesso inflessibili con altri cittadini, ma in questo caso con il cuore grande così, si sarebbero commosse al punto da accettare di rinviare l'attuazione dei provvedimenti di esproprio coattivo "per motivi umanitari".

L'interruzione temporanea delle misure, infatti, sarebbe stata adottata perché, in sostanza, nei camper ci abitano anche dei bambini.

I mezzi, quindi, al momento rimangono a Bolzaneto. "Forse" si provvederà ad immobilizzarli, magari con delle ganasce alle ruote. Non si sa, invece, quando si procederà all'alienazione dei beni.

Dura lex, sed lex. Evidentemente non per tutti. Cittadini onesti beffati un'altra volta. FGraf