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Sciopero Carige lavoratori Fisac Cgil: le motivazioni

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Sciopero Carige lavoratori Fisac Cgil: le motivazioni

Domani i lavoratori Carige aderenti alla Fisac Cgil aderiscono allo sciopero con una manifestazione a Genova in Largo Pertini dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Ecco le motivazioni dello sciopero.

“Abbiamo preparato – spiegano dalla Cgil – questa nota per le iscritte e gli iscritti del nostro sindacato con lo scopo di condividere le nostre valutazioni e le nostre intenzioni sulle vicende di questi giorni. Crediamo che in questa situazione ci sia la necessità di dedicare un minimo di attenzione alla lettura del documento.


Nella giornata di ieri, le organizzazioni sindacali aziendali hanno inviato un comunicato unitario che, vista la concitazione del momento, non poteva che essere scarno come è stato. Oggi, pur permanendo una situazione di estrema incertezza, crediamo sia utile e opportuno cercare di chiarire, almeno agli iscritti della nostra organizzazione, quali siano le prospettive che ci aspettano in considerazione di quello che sta succedendo.

Tutti noi sappiamo che gli argomenti di cui abbiamo parlato fino ad oggi rischiano di essere largamente superati dalla realtà. Se non andasse a buon fine l’aumento di capitale non ci sarebbe più il piano industriale, non ci sarebbe più la possibilità di negoziare alcun accordo né, tanto meno, ci sarebbe più la possibilità di affrontare temi come orari di lavoro o pressioni commerciali. In altre parole, non ci sarebbe più l’azienda, con conseguenze sui nostri posti di lavoro che tutti noi possiamo immaginare e che dobbiamo assolutamente cercare di evitare.

E’ ovvio che, se questo dovesse accadere, non avrebbe più alcun senso discutere e intervenire sulle conseguenze del piano industriale e, tanto meno, sulle motivazioni indicate nella nostra proclamazione di sciopero. In tal caso, la priorità assoluta diventerebbe, come abbiamo più volte ripetuto, la necessità di garantire la sopravvivenza dell’azienda e dei suoi posti di lavoro.

Ma proprio per questo dobbiamo avere ben chiaro che sono in gioco i nostri posti di lavoro e stare in silenzio senza fare nulla significa rassegnarsi a subire qualsiasi conseguenza.

Molti di voi avranno letto le decine di organi di stampa che in questi ultimi due giorni hanno parlato di ciò che sta succedendo. Ebbene, per quanto ci riguarda, nella minuziosa lettura che abbiamo fatto di ogni articolo non abbiamo mai trovato le semplici parole “lavoratrici” e “lavoratori”, come ormai avviene sistematicamente da alcuni anni. Non esistiamo, siamo fantasmi, all’ultimo posto negli interessi di stampa, istituzioni, politica, mondo finanziario e autorità di vigilanza.

Ma state pur certi che nel momento in cui dovremo affrontare le conseguenze di questi eventi, “lavoratrici” e “lavoratori” passeranno immediatamente al primo posto, diventando le principali vittime.

Per queste ragioni, abbiamo ritenuto e riteniamo, con convinzione, che ci sia la necessità di confermare lo sciopero e fare in modo che il presidio convocato a Genova riesca nella maniera migliore.

Martedì 21 novembre, a Genova, in Largo Pertini, dalle 9 alle 12 le lavoratrici e dei lavoratori Carige – che con il loro lavoro e i loro sacrifici sono stati la risorsa principale che ha consentito al Gruppo di restare sul mercato in anni così difficili – diranno al paese, oltre che all’Azienda che non sono disponibili a fare le vittime sacrificali ma sono determinati a lottare per la sopravvivenza dell’azienda e dei loro posti di lavoro.

Arriveranno colleghe e colleghi (anche di altre banche) da tutta la Liguria e da regioni limitrofe. Avremo inoltre la presenza di lavoratrici e lavoratori di altri settori che stanno vivendo situazioni drammatiche”.

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