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Sanremo, 5 artisti non iscritti a Siae ma a Soundreef

IMPERIA. 28 GEN. I tempi cambiano e cambia anche Sanremo, teatro della canzone italiana tradizionale.

Quest’anno per la prima volta sul palco dell’Ariston saliranno 5 artisti che non sono più iscritti alla Siae ma hanno affidato la gestione dei loro diritti d’autore a Soundreef, società autorizzata lo scorso marzo dalle autorità inglesi a operare sul mercato europeo dei diritti d’autore in ambito musicale.

Fra i big ci sarà Gigi D’Alessio che aveva aperto la strada nei mesi scorsi, il cantautore Nesli, il maestro Adriano Pennino che dirigerà l’orchestra per l’esibizione di Gigi D’Alessio oltre a Tommaso Pini in gara tra i Giovani.

E sulla sponda di Soundreef è approdato anche uno dei compositori più importanti degli ultimi decenni che quest’anno ha scritto il brano di Al Bano per Sanremo: il maestro Maurizio Fabrizio. Ha scritto canzoni per artisti come Mia Martini, Patty Pravo, Mina, Ornella Vanoni, Mietta, Al Bano, Riccardo Fogli, Eros Ramazzotti, Antonello Venditti, Renato Zero, Angelo Branduardi, e Miguel Bosé. Fabrizio è il quinto autore più presente al Festival di Sanremo con 33 canzoni, tra cui due primi posti (“Storie di tutti i giorni” per Riccardo Fogli nel 1982 e “Sarà quel che sarà” per Tiziana Rivale nel 1983) e tre terzi posti (Strano il mio destino per Giorgia nel 1996, Sempre per Lisa nel 1998 e Schiavo d'amore per Piero Mazzocchetti nel 2007) e ha scritto pezzi come “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero e “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini. È autore anche di musical e colonne sonore.

L’edizione 2017 di Sanremo porta alla luce quanto sia impraticabile nei fatti mantenere il monopolio SIAE come lo conosciamo ora e Davide d’Atri, amministratore delegato di Soundreef spiega che: “la Rai e gli altri utilizzatori televisivi e radiofonici che trasmettono opere dei nostri iscritti si trovano nella posizione di non poter fare a meno di acquisire una licenza da Soundreef. Infatti, SIAE non ha più il mandato da parte di questi autori ed editori e non può certo gestirne diritti e compensi essendo l’iscrizione al monopolio facoltativa. L’utilizzazione di diritto d’autore a scopi commerciali senza licenza è un illecito civile e penale e i broadcaster sono da sempre molto attenti ai diritti. Gli operatori radio e tv – prosegue D’Atri - troveranno una soluzione nelle prossime settimane. Confidiamo nell'operato del Governo e del MIBACT che nelle ultime settimane molto hanno fatto e molto crediamo faranno per risolvere positivamente questa situazione migliorando lo schema di decreto legislativo (n.366) sul recepimento della direttiva Barnier (n. 26 del 2014), che sancisce la liberalizzazione del mercato per la raccolta dei diritti d’autore nei paesi membri dell’Unione Europea. Il monopolio, al momento, rimane nella sola Italia”.

Chi è Soundreef.

Soundreef, grazie all’utilizzo di sistemi digitali, rendiconta l’utilizzo delle opere musicali entro 7 giorni dal concerto e paga le royalty entro 90 giorni, sia per il nazionale che per l’internazionale. La rendicontazione è analitica al 100%. Ciò che viene suonato viene pagato e gli utenti attraverso l’account online possono verificare in tempo reale come e quanto hanno guadagnato.

Una notevole differenza rispetto al sistema finora utilizzato che paga gli autori fino a 12/24 mesi dopo il momento in cui le royalty vengono maturate e con sistemi di ripartizione spesso forfettari.

Soundreef è un Ente di Gestione Indipendente (Independent Management Entity – IME - secondo la Direttiva EU 2014/26/EU), che offre servizi alternativi a quelli delle tradizionali società di gestione collettiva dei diritti d’autore come SGAE, GEMA, SIAE e SACEM. Soundreef amministra e raccoglie compensi su oltre 150.000 brani per conto di oltre 9.000 autori, editori, etichette discografiche e artisti in Italia e più di 20.000 nel mondo.

La direttiva Barnier.

Com’è avvenuto per tanti servizi nell’Unione Europea, la cosiddetta direttiva Barnier (n. 26 del 2014) sancisce la liberalizzazione del mercato per la raccolta dei diritti d’autore.

La direttiva sarebbe dovuta essere recepita lo scorso aprile ma lo schema del decreto legislativo è ancora all’esame delle competenti commissioni di Camera e Senato.

L’Italia è l’unico Paese nel quale persiste di fatto un monopolio in questo settore. Lo scorso giugno, il nostro Paese è stato messo in mora dalla Commissione Europea per il mancato recepimento della direttiva Barnier. Anche l’Autorità per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) è intervenuta sul tema, con osservazioni favorevoli a una liberalizzazione del sistema di raccolta dei diritti d’autore. L’iter legislativo è ancora in corso Davide d’Atri, amministratore delegato di Soundreef, è stato sentito nei giorni scorsi davanti alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati proprio in merito allo schema di decreto per l’attuazione. D’Atri ha chiesto l’urgenza di regole certe che regolamentino il rapporto tra SIAE e gli operatori privati per aprire effettivamente il mercato.