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Sanità è cambiata: presi i furbetti delle analisi, medici nei guai

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GENOVA. 21 GEN. Medici, infermieri e dipendenti del San Martino nei guai. Il tran tran di certa italica sanità in Liguria non andava, ma ora comincia a cambiare, anche a suon di esposti e denunce in procura. Per fare le analisi all’ospedale San Martino di Genova, senza pagare il ticket, fino all’anno scorso bastava essere amico o parente di chi ci lavora. La nuova direzione sanitaria (nominata dalla giunta Toti) però non ci ha pensato più di tanto a segnalare i fatti alle autorità competenti. L’italico scandalo è così finito al centro di un’indagine dei carabinieri del Nas e la procura genovese finalmente si è svegliata, aprendo un fascicolo per truffa ai danni dello Stato.

Ai carabinieri non ci è voluto molto per pizzicare i furbetti e scoprire quello che in molti evidentemente sapevano già. In pochi mesi sono emersi numerosi casi di medici, infermieri e dipendenti che facevano analisi a scrocco per loro stessi, famigliari o amici. Gli esami su cui si indaga risultano almeno 700.

Gli specialisti del Nas hanno sequestrato cartelle cliniche e altra documentazione medica. Gli investigatori ritengono che per non pagare la tassa sanitaria venisse anche usato un espediente. Ossia, il paziente veniva fatto figurare dall’amico o parente come ricoverato in day hospital o in day surgery.


E’ emerso che alcune delle analisi sarebbero state prenotate con password di dipendenti del San Martino assenti dal lavoro, con ipotesi di forzatura ed abusi del sistema informatico (evidentemente non ben protetto). Lo scandalo non riguarda soltanto l’ospedale, ma anche l’Ist, Istituto per la ricerca sul cancro.

Il nuovo direttore generale dell’Irccs San Martino, Giovanni Ucci, ha spiegato che erano già state avviate azioni disciplinari nei confronti dei “furbetti delle analisi”. Tuttavia, alcuni provvedimenti sono stati sospesi perché si è in attesa di concrete decisioni della magistratura: “Queste abitudini italiche non vanno bene, danneggiano i pazienti, tutta la comunità genovese e il buon nome del San Martino, dove lavorano tantissime persone serie”.

 

 

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