Il nuovo laboratorio dedicato a Sofia Sacchitelli punta su immunoterapia e ricerca contro il cancro
Un nuovo centro dedicato allo sviluppo di terapie cellulari sperimentali è stato inaugurato al Centro di Biotecnologie Avanzate dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino. Il laboratorio, denominato TheraCelLab, è intitolato a Sofia Sacchitelli, giovane genovese scomparsa a 23 anni per un raro angiosarcoma cardiaco, e nasce con l’obiettivo di ampliare le prospettive terapeutiche in ambito oncologico.
La struttura è stata realizzata anche grazie al sostegno della Fondazione Sofia nel Cuore, costituita per proseguire l’impegno avviato dalla stessa Sofia, che durante la malattia aveva promosso raccolte fondi e iniziative di sensibilizzazione a favore della ricerca sui tumori rari.
Immunoterapia e “farmaci viventi”
Il progetto si inserisce nel solco dell’immunoterapia, oggi considerata una delle innovazioni più significative nella cura del cancro. Le terapie cellulari avanzate puntano a utilizzare cellule del sistema immunitario opportunamente modificate per riconoscere e distruggere le cellule tumorali.
Il gruppo di ricerca sarà guidato dalla biologa Cristina Maccalli e lavorerà allo sviluppo di trattamenti allogenici “pronti all’uso”, ottenuti a partire da linfociti derivati dal sangue del cordone ombelicale. Questa strategia mira a superare i limiti delle terapie personalizzate, che richiedono il prelievo e la manipolazione delle cellule di ciascun paziente, con tempi e costi elevati. L’obiettivo è arrivare a un prodotto standardizzato, disponibile più rapidamente e potenzialmente accessibile a un numero maggiore di malati, compresi coloro che non dispongono di alternative terapeutiche valide.
Secondo quanto illustrato dalla stessa Maccalli, la ricerca si concentra sull’evoluzione dei cosiddetti “farmaci viventi”, già impiegati con risultati significativi nei tumori ematologici e ora oggetto di studi mirati anche per le neoplasie solide, dove la complessità biologica richiede maggiore precisione.
Ricerca, clinica e collaborazione istituzionale
Il ritorno in Italia della ricercatrice, dopo un’esperienza pluriennale all’estero nel campo dell’immunologia e delle terapie cellulari, rappresenta per il policlinico genovese un investimento strategico. L’iniziativa rafforza l’integrazione tra attività scientifica e pratica clinica, valorizzando il ruolo dell’ospedale come centro di riferimento nazionale nella ricerca biomedica.
All’inaugurazione ha preso parte anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha evidenziato l’importanza di sostenere infrastrutture scientifiche e collaborazioni tra sistema sanitario pubblico, università e Terzo Settore. La presenza dell’Università di Genova nel progetto testimonia la sinergia tra formazione, ricerca e assistenza.
Per la Fondazione Sofia nel Cuore, che celebra il terzo anniversario dalla nascita, l’intitolazione del laboratorio rappresenta un segno concreto di continuità rispetto alla missione originaria: promuovere studi sui tumori rari e contribuire a migliorare le opportunità di cura per i pazienti.


















































