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Samp, quando alcuni tifosi esultano al Gol del Genoa

[caption id="attachment_77153" align="alignleft" width="300"] Edoardo Garrone[/caption]

GENOVA 4 NOV. Domenica nera, anzi nerissima per la Sampdoria. La sconfitta contro il Sassuolo ha intrappolato nelle sabbie mobili del fondo classifica la società blucerchiata. Niente scuse, le premesse erano altre. Calciatori a testa china che rientrano negli spogliatoi, un Delio Rossi abbattuto che forse si starà chiedendo "ma chi me l'ha fatto fare" e il povero Costa, quasi tra le lacrime a recitare il mea culpa per i gravi errori difensivi contro il Sassuolo.

Ma quando alcuni tifosi blucerchiati esultano al secondo gol del Genoa contro la Lazio con un "oèèè" c'è di più. Per forza. Perché è la prima volta che uno stadio interamente sampdoriano, in segno di scherno verso società e giocatori, esulta a un gol degli odiati cugini rossoblù. Siamo a novembre, tempo di "santi" e di "morti". Di santi però non c'è traccia. Questo è il vero problema ed è qui che iniziano i dolori.

Prima voce circolata ieri: esonero di Delio Rossi. Falso, la società continuerà a puntare sul tecnico anche in virtù di un ingaggio che supera un milione di euro. Ovvio, sono giorni di riflessione per tutti e ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Sotto accusa la campagna acquisti fatta al risparmio e deficitaria in ogni zona del campo. Delio Rossi a dir la verità, non è mai intervenuto chiaramente durante il ritiro estivo sul mercato, ha tenuto sempre un profilo aziendalista. Forse troppo. Si poteva avvertire ogni tanto un po' di malumore, ma da uno dei migliori allenatori italiani i tifosi si sarebbero aspettati una presa di posizione. Risultato? Tutti gli acquisti fatti in estate contro il Sassuolo non c'erano. Forse è un primato anche questo.

Seconda voce circolata è il licenziamento di Osti. Probabile, perché il presidente Edoardo Garrone da sempre tifoso della Samp non vuole lasciare nulla di intentato. Ecco, che Sartori (sotto contratto con il Chievo), Corvino e anche Lo Monaco, nonostante smentite e indiscrezioni, sono nomi caldi per sostituire Osti. Uomini di personalità, di calcio che conoscono molto bene l'ambiente e come muoversi in un mercato che da anni non riserva particolari emozioni ai tifosi blucerchiati.

Certo, anche il numero uno di Corte Lambruschini deve dare un segnale forte. Non bastano le parole, servono fatti. Non bastano le intenzioni di riportare la coppia Cassano-Pazzini a gennaio, serve programmazione, servono investimenti che durino nel tempo. Perché una società non è solo uno stadio di proprietà, ma molto altro.

Redazione sportiva