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Salis accoglie a Tursi gli Antifa, FdI: vergogna. Non si ospita chi sfregia e distrugge

Silvia Salis e Simona Ferro (FdI). Al centro l'attacco degli Antifa alla sede di CasaPound alla Foce

“Ci sono ferite non rimarginate nella storia d’Italia, migliaia di donne e uomini sprofondati nelle foibe dall’odio comunista jugoslavo, 350.000 esuli dall’Istria, Fiume e Zara.

Dal 2004 una legge dello Stato ha riconsegnato alla coscienza nazionale questa questo sacrificio col giorno del ricordo.

Le istituzioni pubbliche sono le prime ad essere tenute a rispettare non solo la legge, ma il suo spirito e portato morale e storico.

Eppure, l’ineffabile sindaco di Genova, Silvia Salis, ospita con tutti gli onori chi nega, chi sfregia, chi vilipende, chi distrugge.

Da “no foibe no party” alla definizione del ‘Giorno del Ricordo’ come ‘Giorno della menzogna’ alla rivendicazione della distruzione della lapide che ricorda la marire delle foibe Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria, sequestrata, torturata, stuprata e uccisa dai partigiani titini.

Per il sindaco Silvia Salis una sola parola: vergogna”.

Con queste parole il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, promotore della legge che nel 2004 istituì il Giorno del Ricordo, e la vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro (FdI), hanno condannato la scelta dell’incontro istituzionale avvenuto a Palazzo Tursi, dove la sindaca Silvia Salis ha accolto alcuni rappresentanti degli antagonisti di “Genova Antifascista”.

L’incontro nella sede del Comune di Genova è avvenuto a seguito dei ripetuti cortei degli antagonisti Antifa per la chiusura della sede di CasaPound alla Foce, che nel tempo hanno provocato non soltanto feriti tra le Forze dell’ordine, ma anche forti disagi, preoccupazioni e paura tra residenti e commercianti, costretti a chiudersi in casa e ad abbassare le saracinesche durante le manifestazioni degli antagonisti.

Residenti e commercianti che però, almeno finora, non sono stati altrettanto accolti a Palazzo Tursi.