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Sacrilegio, a Manin buttati nella rumenta chili di focaccia (bella unta)

[caption id="attachment_202586" align="alignleft" width="660"] Vergogna e sacrilegio a Manin: buttati nella rumenta chili e chili di focaccia[/caption]

GENOVA. 19 MAG. Non è stato un gesto caritatevole, ma vergognoso. Inoltre, è stato un oltraggio a uno dei sacri simboli, che piacciono tanto ai genovesi e non solo. Chili e chili di focaccia (bella unta) sono stati buttati via nei cassonetti della rumenta in piazza Manin.

La denuncia, che fa indignare, è arrivata da un utente del popolo del web, il quale l'altro giorno ha pubblicato un commento sulla pagina Facebook di Cristina Lodi. La consigliera comunale del Pd aveva aperto un  dibattito, con un post, sulla nuova legge che in Francia impone a negozi di alimentari e supermercati di donare il surplus di cibo ai poveri.

Uno dei fan di Lodi ha quindi colto l'occasione per riferire: "E pensare che basterebbe il buonsenso, la settimana scorsa chili e chili di ottima focaccia (di quella bella unta, per intenderci) buttati vicino ai cassonetti di Piazza Manin: un delitto per la fame e per la gola".

Il gesto di qualcuno a Manin non solo è ignobile per i motivi di carità indicati pure nel dibattito su Facebook, ma visto che per noi genovesi la focaccia (bella unta) è sacra, rappresenta indubitabilmente un sacrilegio, che nei secoli scorsi era considerato a tutti gli effetti un delitto penale.

Caro sindaco Doria, intervenga pure lei: qui ci vuole almeno una scomunica immediata "latae sententiae". Fabrizio Graffione