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Roma non paga danni alluvioni, Melis (M5S): scaricabarile del Pd

GENOVA. 3 FEB. "Sui fondi alluvione 2014 è andato in scena l’ennesimo scaricabarile da parte di una vecchia politica che punta il dito sull’avversario per nascondere le proprie responsabilità".

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale del M5S Andrea Melis.

"Da una parte - ha aggiunto melis - la Giunta Toti  che ha gestito l’intero iter dei risarcimenti in modo lento e pasticciato. Dall’altra un Partito Democratico che si ammanta di una presunta verginità e attacca a testa bassa l’assessore Mai, ma si dimentica di spiegare il contesto in cui questa vicenda è maturata. Altrimenti dovrebbe ricordare che la Regione, seppur tardivamente, ha scritto a più riprese al Governo Renzi a trazione Pd per richiedere i fondi, ricevendo di tutta risposta un silenzio assordante.  E dovrebbe rammentare anche la delibera del Consiglio dei ministri del 28 luglio 2016 (con annessa ordinanza) con cui il Governo ha fissato la scadenza per la richiesta dei risarcimenti addirittura al giorno prima, in barba a tutti i criteri delle ordinanze e delle delibere in tema di Protezione civile, salvo che qualcuno non ne fosse già a conoscenza.

Una presa in giro per gli enti locali, su cui è calata una scure improvvisa e senz’appello, e le cui vere vittime non sono né Toti, né il Pd, ma le centinaia di cittadini e imprese che, a distanza di oltre 2 anni, attendono ancora di ricevere i rimborsi. Oltre al danno, la beffa. Non è accettabile alcun rimpallo di responsabilità o speculazione politica su un tema così sentito e delicato.

L’assessore Mai chiarisca una volta per tutte, documenti alla mano, la bontà del proprio operato. Lo deve alla comunità che rappresenta e, in particolare, al territorio della piana di Albenga, tra le zone più colpite dai drammatici fatti del 2014. Quanto al Pd, gli consiglieremmo di fare pace una volta per tutte con se stesso e smetterla di cercare responsabilità al di fuori del proprio recinto per giustificare le proprie. Se proprio Paita & C. vogliono prendersela con qualcuno, potrebbero provare a Rignano sull’Arno. Sempre che qualcuno risponda.

Oggi più che mai è necessario mettere da parte le logiche di partito e lavorare tutti insieme per risolvere l’empasse che si è creato e veicolare al più presto i fondi alle imprese, ridando fiato e ossigeno a un territorio che sta lottando faticosamente per rimettersi in piedi".