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Rigopiano, “trenta persone che dormono sotto la neve”

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I soccorritori non demordono, proseguono nella notte le ricerche dei dispersi.

PESCARA. 19 GEN. Quella che si sta profilando è una vera e propria tragedia. La speranza di trovare delle persone in vita si sta affievolendo ora per ora: c’è chi si è rassegnato e chi non molla e parla di “trenta persone che dormono sotto la neve”.

Però ci si crede, “si continua a scavare senza sosta e si proseguirà per tutta la notte, e anche domani fino a quando tutti saranno tirati fuori”, spiegano dalla protezione civile.

Erano le 17:30 di ieri pomeriggio quando l’’hotel Rigopiano a Farindola, sul Gran Sasso, è stato investito da una immensa slavina staccatasi con ogni probabilità per le scosse sismiche.

Sono trentacinque, fra cui quattro bambini, le persone presenti nella struttura che funzionava come hotel e centro benessere, di cui, 24 ospiti e undici dipendenti.

Chi aveva portato la fidanzata per festeggiare il compleanno, chi la moglie e il figlioletto, il poliziotto con la sua famiglia, i parrucchieri, il portiere di notte e Giampiero che si è salvato perché era andato in macchina ma con la moglie e il figli rimasti dentro in hotel.

E’ proprio lui, Giampiero, 38 anni, a lanciare l’allarme, sono passati appena dieci minuti dal passaggio della slavina, chiama Quintino, ristoratore e suo datore di lavoro è disperato ed esclama “E’ caduto, è caduto l’albergo!!”. Quintino, si rende conto della situazione ed avverte i soccorsi.

La colonna dei soccorsi parte, purtroppo davanti ha la strada bloccata dalla neve e dalle slavine scese. Ad aprire la colonna è una turbina dei vigili del fuoco che a fatica si fa spazio tra la neve alta anche tre metri, nel frattempo cala il buio.

La turbina non riesce ad andare avanti, manca il gasolio, così un gruppo di uomini del soccorso alpino e della guardia di finanza decidono di proseguire a piedi con gli sci e le pelli di foca per il ghiaccio.

Il gruppo riesce a giungere a quota 1200 metri dopo quattro ore di marcia forzata alle quattro del mattino. Quello che trovano davanti è disarmante: l’hotel è completamente coperto dalla neve ed in parte sventrato. Vengono trovati due sopravvissuti fuori dalla struttura.

I soccorritori entrano in quel che resta dell’hotel, la struttura è devastata: neve e detriti sono ovunque.

Nel frattempo dalla colonna dei soccorsi i vigili del fuoco, a piedi, hanno portato il gasolio necessario a far funzionare la turbina: un’intera notte per percorrere i circa 10 chilometri di strada sommersa dalla neve che separano la struttura dal bivio di Rigopiano.

Sul posto giungono i cani molecolari dei Vigili del fuoco che perlustrano l’area da stamattina ma non rilevano presenze. La slavina sul suo infernale percorso ha colpito l’hotel, lo ha sventrato ed è andata oltre per centinaia di metri portando con sè tonnellate di neve, alberi, detriti e quello che trovava.

Vengono trovati quattro corpi gli altri sono dispersi, forse dormono sotto la neve. Ora si scaverà tutta la notte, forse anche domani.

La Procura di Pescara nel frattempo ha aperto un’indagine per omicidio colposo riguardo l’allerta valanghe e su un possibile ritardo dei soccorsi, ma ora non è certo il momento di fare polemiche, non c’è tempo, si pensa ai soccorsi. L.B.