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Regione Liguria: fermare sbarchi, ora basta migranti nei nostri Comuni

[caption id="attachment_210231" align="alignleft" width="852"] La vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale con il governatore Toti e gli assessori Rixi e Scajola[/caption]

GENOVA. 17 LUG. Allarme sanitario, insicurezza, degrado, business accoglienza e caos immigrati. Regione Liguria ora dice basta: "Noi siamo dalla parte dei sindaci, abbandonati dall'Anci e da un governo incapace di fare accordi bilaterali per fermare gli sbarchi. Chiediamo che venga convocato con urgenza il Tavolo di coordinamento regionale per avere i numeri precisi e aggiornati sulla presenza di immigrati accolti sul nostro territorio. Prima di distribuirne altri nelle città liguri, occorre fare il punto della situazione. Stiamo sforando la quota regionale? Come viene calcolata la presenza sul territorio dopo l'apertura del centro a Ventimiglia?".

Lo ha dichiarato oggi la vicepresidente e assessora regionale all'Immigrazione e alla Sicurezza Sonia Viale, chiedendo la convocazione del Tavolo di coordinamento regionale, che prevede la presenza del prefetto del Comune capoluogo, della Regione e dei sindaci del territorio.

"Stiamo superando i numeri delle altre regioni - ha aggiunto Viale - i nostri Comuni, impegnati nella cosiddetta 'accoglienza diffusa', sono allo stremo. I sindaci sono stati abbandonati anche dall'Anci che, contrariamente al proprio ruolo di sindacato dei Comuni, pare più intento a fare da collegamento tra associazioni e cooperative e Comuni e basta.

È chiara, a questo punto, l'incapacità del governo a fare accordi e strategie bilaterali con i Paesi di provenienza e partenza del flussi, mentre le forze dell'ordine e i Comuni provano tutto il peso della disorganizzazione.

Alcuni sindaci, come la neoletta Ilaria Caprioglio a Savona, hanno già preso una posizione netta dicendo basta all'accoglienza sul proprio territorio. Attendiamo cosa decideranno le neo sindache pentastellate di Torino e Roma, che su questo tema sono vaghe ed appaiono filogovernative”.