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Regione commemora foibe, Doria e Gonfalone di Genova assenti: polemiche

GENOVA. 14 FEB. Giorno del Ricordo con polemiche anche a Genova. Stamane nella sala dell’Archivio di Stato a Carignano, si è tenuta la seduta solenne per commemorare le vittime delle foibe. Migliaia di italiani, fra cui donne e bambini inermi, furono massacrati dai comunisti titini solo per ragioni etniche. Nel dopoguerra, circa 350mila connazionali furono costretti, anche sotto la minaccia di torture ed eccidi, ad abbandonare le loro terre. La sinistra italiana cominciò quindi una campagna d’odio nei confronti degli innocenti, che perdurò per diversi anni e, per certi versi, in alcuni casi purtroppo continua ancora oggi.

“Ad esempio – ricorda il consigliere regionale del Carroccio Stefania Pucciarelli – i comunisti, alla stazione ferroviaria di Bologna, versavano a terra il latte per non darlo ai bambini esuli, affamati e spaventati, costretti a fuggire dalle regioni istriane giuliano dalmate. Una vergogna per troppo tempo dimenticata, soprattutto per colpa di certe istituzioni.

Alla cerimonia della commemorazione per le vittime delle foibe, massacrati dai comunisti titini solo per ragioni etniche, stamane erano presenti le massime autorità di Genova e della Liguria e i vari Gonfaloni (incluso quello della Città Metropolitana) ma erano assenti il sindaco e il Gonfalone del Comune di Genova.

Marco Doria va in piazza e si mette in posizione da ‘pugile suonato’ in un corteo antifascista, ma non trova il tempo per ricordare l’Olocausto italiano e rendere onore ai nostri concittadini, inviando solo l’assessore al Personale Isabella Lanzone. Doria raddoppia così la brutta figura del sindaco spezzino Massimo Federici, che venerdì scorso, durante il consiglio comunale straordinario in occasione del Giorno del Ricordo, si è tolto la fascia tricolore e ha abbandonato la commemorazione. Vergogna, vergogna, vergogna”.