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Ragazzina rasata a zero, Pucciarelli: vietare niqab e burqa ovunque

GENOVA. 1 APR. "E'avvenuto in casa nostra. A Bologna. E’ successo che una ragazzina è stata punita dai genitori islamici perché non voleva nascondere la propria femminilità coprendo i capelli e per questo è stata rapata a zero. Simili violazioni delle norme e punizioni nei confronti delle donne non possono essere accettate in qualunque Paese democratico, che invece deve opporsi fermamente ai diktat di un certo islamismo".

Lo ha dichiarato oggi la consigliera regionale della Lega Nord Liguria, Stefania Pucciarelli, in merito al caso della ragazzina di Bologna rapata a zero dai genitori e tolta alla famiglia, dopo la denuncia degli insegnanti della scuola che frequentava.

"Chi decide di vivere in Italia - ha aggiunto Pucciarelli - deve rispettare le nostre tradizioni, leggi democratiche e cultura liberale. Di certo, non chiediamo loro di abbandonare la propria religione per abbracciare la nostra, ma questo deve avvenire nel contesto della normativa nazionale e nel rispetto della pari dignità dei sessi.

Nonostante quello che dicono gli imam e i buonisti della sinistra, la realtà è che tante di loro non possono scegliere. Giusto vietare burqa e niqab in tutti gli uffici della Regione Liguria e non solo.

Non si tratta unicamente di sicurezza, ma anche di una battaglia per la libertà e dignità di tutte le donne.
Non possiamo accettare di rinunciare a chi siamo, privarci delle nostre libertà e delle nostre conquiste a favore di chi mette la donna all'ultimo posto nella scala sociale, in cui gli animali arrivano prima di lei. Questo gesto ha superato il limite di quanto possiamo tollerare e dobbiamo dire di no alla sottomissione. Tutte insieme, femministe radical chic incluse".