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Questa sera esordio della XXV Festival Massimo Amfiteatrof

[caption id="attachment_206691" align="alignleft" width="728"] Festival Massimo Amfiteatrof, il soprano Karin Selva[/caption]

GENOVA. 25 GIU. La XXV edizione del Festival Massimo Amfiteatrof, organizzata dall'Associazione Festival Massimo Amfiteatrof Levanto e dedicata al "Caruso dei Violoncellisti", Massimo Amfiteatrof, esordisce questa sera, sabato 25 giugno, con un concerto particolare, novità assoluta per festeggiare il 25° anniversario dalla fondazione di uno degli appuntamenti musicali estivi più affermati in Italia. Il debutto della rassegna è dedicato alla Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini e vede protagonista alla Chiesa di S. Andrea di Levanto una formazione solistica e coraled'eccezione: il soprano Karin Selva, il mezzosoprano Sabrina Pecchenino, il tenore Dario Prola, il basso Luciano Fava, il pianista Carmelo Luca Sambataro (il quale sostituisce i precedentemente annunciati Davide Cabassi e Tatiana Larionova) e il fisarmonicista Massimo Pitzianti, affiancati dal Coro del Bric e dalla Corale Roberto Goitre, sotto la direzione di Corrado Margutti. Si tratta di musicisti e cantori che vantano carriere e curriculum di prim'ordine a livello nazionale e internazionale.

Rossini compose la Petite Messe Solennelle nel 1863, cinque anni prima della sua morte. La Petite Messe Solennelle è scritta per dodici cantanti, di cui quattro solisti, due pianoforti e un harmonium; Rossini la presentò il 13 marzo 1864, in un salone del palazzo della Contessa Louise Pillet Will, a Parigi ad uno scelto pubblico di invitati.

La composizione non è destinata ad un uso liturgico, in quanto il pianoforte non è adatto all’acustica di una chiesa ma ad un ambiente più intimo, domestico. L’organico è quindi essenziale (da qui l’aggettivo Petite, mentre Solennelle indica che tutto il testo è musicato, compreso il Credo).

La Petite Messe è considerata uno dei più grandi capolavori corali della musica sacra, emblematico esempio di opera che richiede una lettura assolutamente analitica, dove l’interpretazione non è intuita "a priori", ma deriva "empiricamente" ed in modo induttivo dalla messa a fuoco delle singole componenti.