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Problemi nelle carceri di Sanremo e a Marassi, la rabbia del Sappe

Carcere e detenuto (foto di repertorio)

Il clima rovente di questi giorni – annuncia il Sappee per voce del segretario Lorenzo – sta determinando non pochi problemi alla polizia penitenziaria di Sanremo che deve fronteggiare quotidiane aggressioni da parte dei detenuti.

Lo scorso 28 giugno i detenuti di un reparto si sono rifiutati di far rientro dai cortili passeggi, la forma di protesta parrebbe essere originata da non ben chiare richieste di benefici che non potrebbero essere accettate.

Solo dopo lunghe trattative i circa 30 detenuti, hanno desistito dalla loro protesta facendo rientro nelle loro celle, nel frattempo, però, il sistema allarme del carcere era scattato con l’intervento di un cospicuo numero di agenti e del comandante al fine di fronteggiare una probabile forma di protesta violenta come quella già avvenuta alcuni mesi or sono, ma grazie alla buona dote persuasiva della Penitenziaria, il tutto è ritornato alla normalità.

Ieri, sabato 29 giugno, ancora una protesta ha fustellato di negatività il lavoro del personale della Polizia Penitenziaria di Sanremo.

Un detenuto nord africano già noto per comportamenti determinati da problemi psichiatrici, sempre per protesta in quanto non voleva far rientro nella propria cella, si è procurato dei tagli lanciando il sangue contro gli agenti di turno che sono stati costretti alle cure e relativa profilassi presso l’ospedale di Sanremo perché raggiunti al volto dal sangue del detenuto.

A Genova, nel carcere di Marassi un detenuto con problemi psichiatrici è andato in escandescenza rompendo i vetri della cella e ha dato fuoco al materasso.

Gli episodi riportano alla ribalta la questione della sicurezza nelle carceri liguri che se da un verso non può fare a meno della Polizia Penitenziaria dall’altro è indispensabile potenziare l’attività della Polizia Penitenziaria mediante una dotazione maggiore di personale all’interno delle carceri liguri.

La questione Polizia Penitenziaria-Carceri Liguri è nota a tutti – afferma Lorenzo – tutti sanno, ma nessuno osa intervenire.

Il Sappe denuncia anche l’assenza di esperti psichiatri all’interno della carceri liguri, professionisti questi indispensabili ma per lo più assenti in Liguria e di questo se ne deve fare carico l’assessore alla sanità Sonia Viale che ne ha competenza.

“Con l’accorpamento del Provveditorato della Liguria a quello del Piemonte- spiega Lorenzo – la Liguria ha perso la sua autonomia ed è costretta a soccombere a scelte infelici come quella di assenza di direttori e comandanti nelle carceri liguri, (sono presenti in Liguria solo 4 direttori su 6 istituti) ricorda il Sappe della Liguria che l’istituto di Sanremo, con i suoi circa 280 detenuti presenti, non abbia un direttore e comandante in sede fissa ma questi provengono, per due o tre giorni alla settimana, dalla vicina Imperia.

Inoltre nessun interesse perviene per la costruzione del nuovo carcere di Savona, utile quanto indispensabile per il sovraffollamento carcerario ligure, ma l’assurdo è che anche il macro Provveditorato della Liguria, Piemonte e Val d’Aosta a breve sarà privato del suo massimo vertice in quanto chiamato in altri incarichi e il tutto sarà gestito solo per due giorni alla settimana dalla Lombardia.

Non è accettabile questo abbandono e, afferma Lorenzo, non è questo il migliore segnale di efficienza che il Ministro della Giustizia Bonafede potesse mai emanare in un momento di elevata criticità penitenziaria come questo.

Anche sul fronte del benessere del personale si riscontrano gravi deficienze come, ad esempio, i posti di servizio della Polizia Penitenziaria non sono dotati di un banale ventilatore benché le temperature, esterne ed interne, siano elevate”.