Manifestazione sotto la Prefettura per chiedere pace, sovranità e rispetto del diritto internazionale
Oggi, lunedì 5 gennaio, alle ore 18, è in programma un presidio sotto la Prefettura di Genova, in Largo Lanfranconi. L’iniziativa nasce come atto pubblico di protesta e sensibilizzazione in merito alla situazione venezuelana e alle tensioni internazionali che, secondo i promotori, rischiano di alimentare un’escalation militare. Il presidio intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul valore della pace e sulla necessità di soluzioni diplomatiche.
Le ragioni della protesta
Al centro della mobilitazione vi è la denuncia di un possibile intervento militare statunitense in Venezuela e la condanna di presunte azioni coercitive nei confronti del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. I promotori dell’iniziativa sottolineano l’importanza del rispetto della sovranità nazionale e del diritto internazionale, ribadendo la contrarietà a qualsiasi forma di ingerenza armata. Il presidio si propone dunque come momento di testimonianza civile e politica, in linea con una tradizione di impegno pacifista e solidaristico.
Un appello alla partecipazione e all’informazione
Gli organizzatori hanno diffuso un appello pubblico per raccogliere adesioni e favorire la massima partecipazione cittadina. L’invito è rivolto non solo alle realtà associative e politiche, ma anche a singoli cittadini sensibili ai temi della pace e della cooperazione tra i popoli. La richiesta ai mezzi di informazione è quella di dare visibilità all’iniziativa, contribuendo a un dibattito informato e pluralista su una crisi internazionale complessa e delicata.
Le realtà aderenti
Numerose organizzazioni hanno già espresso la propria adesione al presidio, tra cui associazioni partigiane, sindacali, culturali e politiche attive sul territorio genovese e nazionale. La partecipazione di soggetti diversi per storia e identità conferisce all’iniziativa un carattere ampio e trasversale, rafforzando il messaggio di opposizione alla guerra e di sostegno a percorsi di pace.
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