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Polvere di Stelle, Mauro Bertarelli: vecchio cuore blucerchiato

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MAuro Bertarelli. Ieri ai tempi della Samp ed oggi quarantottenne

Un indimenticato attaccante della Samp degli anni ‘90…

Mauro Bertarelli, chi lo ricorda? Sicuramente in tanti tra coloro che seguono da vicino la storia della Sampdoria. Oggi quarantottenne, è nato ad Arezzo il 15 settembre 1970, ed è in possesso del tesserino di Allenatore.

La sua vita calcistica cambia quando nel 1992 viene acquistato dalla Juventus, che lo cede immediatamente alla Sampdoria, assieme ad altri giovani (Eugenio Corini, Michele Serena e Nicola Zanini), quale parziale contropartita per l’acquisto di Gianluca Vialli.

I tifosi blucerchiati lo ricordano per una rete determinante durante il Derby della lanterna nella stagione 1992-93.

Purtroppo, quando era già un beniamino della Sud, la sua carriera ha un brusco stop il 29 settembre 1994, quando nel ritorno del primo turno della Coppa delle Coppe (oggi confluita nella Europa Legue) a Genova, contro i norvegesi del BodoGlimt in uno scontro col portiere avversario Westad subisce un grave infortunio al ginocchio sinistro (lussazione della rotula e rottura del legamento crociato) che lo obbligò ad un lungo stop.

Bertarelli però ricorda con estremo piacere la sua avventura in blucerchiato.

A chi scrive, ricorda tantissime cose, a partire dal grande presidente Paolo Mantovani: “Ricordo che proprio dopo il mio grave infortunio – dice Mauro – alla presentazione della squadra a Marassi, quando il Presidente chiamò il mio nome, ci fu un autentico boato! Ed ancora oggi mi porto dietro quell’emozione, quel  legame che c’è stato con la tifoseria blucerchiata”.

– Mauro, quella era una splendida squadra con grandi campioni come Platt, Gullit e Jugovic…

“Sono onorato di aver fatto parte di quel gruppo -dice convinto – ma essendo molto giovane legai molto di con i miei coetanei, e cioè Buso, Serena e Corini, con cui condividevo le uscite insieme alle nostre ragazze.  Purtroppo i contatti con questi amici si sono un poco persi con l’andare del tempo, sopratutto per la lontananza…”.

– Gli allenatori che hai avuto?

“Tra tutti, devo dire che mi sono trovato benissimo con Eriksson,  che considero un grande tecnico ed un gentiluomo; anche con noi era calmo e posato, proprio come nelle interviste rilasciate in tv. Purtroppo non ha avuto il grande Boskov come allenatore, perché nel frattempo era passato alla Roma. Comunque nonostante tutto ha avuto la soddisfazione di vincere la Coppa Italia 1994, ultimo trofeo vinto dalla Samp”.

– Hai giocato anche in nazionale, seppur giovanile…

“Si, nel 1992 vinsi anche il Campionato Europeo “Under 21”, quando Ct era l’indimenticabile Cesare Maldini, grande signore pure lui, persona d’altri tempi. Ai raduni ci trattava tutti come fa un padre, un poco come Paolo Mantovani”.

  • Hai contatti con la famiglia Mantovani?

“Si, con molto piacere! Sono rimasto amico di Francesca Mantovani , ogni tanto ci vediamo”.

– Oggi alleni giovani calciatori: cosa c’è di diverso rispetto ai tuoi tempi?

“Allenare i giovani – dice Bertarelli – è stata mia scelta; dopo che ho smesso ho preferito così, perché seguire ed allenare i giovani calciatori da grandi soddisfazioni”. 

– Il calcio dei grandi non ti piace?

“Ne sono rimasto fuori consapevolmente, c’è un ambiente che non mi piace e ben diverso da quello dei miei tempi. Invece con i ragazzi puoi impostare qualcosa di valido non solo per lo sport ma anche per la vita: mi riferisco a correttezza, onestà e sacrificio e poi anche a tecnica e tattica. Soprattutto sulla tecnica cerco di insistere, visto che a livello dei grandi, vedi la Nazionale, non siamo messi molto bene”.

– Per quanto riguarda la Sampdoria  di oggi cosa ne pensi?

“Direi che Giampaolo è un ottimo allenatore ed una persona seria. La squadra è giovane, gioca bene e penso che dopo un tentativo fatto quest’anno, sia in linea con i programmi la prossima stagione lottare per un posto in Europa; servirebbe a mio parere qualcosa in difesa…”.

-Chi prenderesti fossi tu nel settore tecnico blucerchiato?

“Ripeto, rinforzerei la difesa con un centrale e un terzino sinistro: Murru lo vedo un pò acerbo, mentre Strinic si è un poco perso. In società ci sono ottimi dirigenti, Osti su tutti. Faranno sicuramente un buon lavoro”.

Con questo auspicio di arrivare in Europa, Mauro Bertarelli ci saluta. Lo ringraziamo per la sua cordialità e disponibilità.

“Mi raccomando, tramite la Vostra Agenzia un calorosissimo abbraccio alla grandinata Sud, che mi rimasta nel cuore!”.

Sicuramente, caro Mauro, il cuore del tifo contraccambia!

Danilo Ceccherini