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Poliziotto morto, nessuna pietà dai No borders: colpa della questura

[caption id="attachment_212808" align="alignleft" width="728"] Caos immigrati a Ventimiglia: situazione esplosiva[/caption]

IMPERIA. 7 AGO. Niente condoglianze alla famiglia. Nessuna preghiera per il poliziotto morto. Oggi doveva essere una giornata di lutto per tutti, ma per i No borders, i lavoratori delle forze dell'ordine che muoiono in servizio, facendo il loro dovere, non meritano neppure un minimo di rispetto e pietà.

Gli attivisti violenti, finora, sono stati solo pronti a dire che la responsabilità della morte del sovrintendente capo Diego Turra, 53 anni, di Albenga, sarebbe di questura e delle istituzioni "colpevoli" del caos immigrati. Inoltre, non risulta che abbiano rinunciato alla manifestazione del pomeriggio.

Il poliziotto è deceduto ieri sera per infarto durante gli scontri e tafferugli a Ventimiglia con No borders e stranieri irregolari, che avevano occupato abusivamente l'ex caserma dei vigili del fuoco sul Roja. Secondo gli investigatori, ieri gli antagonisti avevano anche "spinto" gli immigrati a forzare il blocco delle forze dell'ordine e a scappare, a nuoto e di corsa, oltre il valico di Ventimiglia.

Ecco la nota pubblicata stanotte sulla pagina Facebook della Rete No borders: "Dopo un volantinaggio in spiaggia abbiamo deciso di andare verso il centro della Croce Rossa, dove i migranti erano stati forzati a rientrare in seguito alla protesta dei balzi rossi di ieri. Stavamo tranquillamente raggiungendo il luogo lungo i binari dismessi del Parco Roja quando d’improvviso una camionetta di polizia antisommossa si è schierata di fronte a noi per bloccarci.

Non c'è stato nessuno “scontro”, i celerini, scudi e manganelli alla mano, hanno sparato diversi gas lacrimogeni per allontanarci. Di fronte alla nostra ritirata, siamo stati inseguiti e atta