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Pm dei sorrisi scagiona senegalesi, ma arresta genovese musone

[caption id="attachment_194792" align="alignleft" width="960"] Un 29enne è stato arrestato nell'ambito di un'indagine per spaccio e estorsione: mentre commetteva i reati il genovese non sorrideva come gli abusivi senegalesi[/caption]

GENOVA. 8 APR. Scagiona gli allegri abusivi senegalesi denunciati dall'Arma e dalla Polizia, ma poi concorda con i carabinieri, che vogliono arrestare un genovese burbero e musone: Federico Manotti è il pm dei sorrisi.

Per la procura, se chi compie un ricatto sorride alla sua vittima, è da scagionare. Come è accaduto nei giorni scorsi per gli immigrati denunciati dalle forze dell'ordine, in riferimento ai numerosi casi di micro pizzo e di auto danneggiate segnalati da genovesi e turisti nel centro città e nel Porto Antico.

Alcuni liguri, si sa, mugugnano tanto e sorridono poco. Soprattutto di questi tempi. Pertanto, quando commettono delle malefatte, non possono evitare i guai al pari di taluni immigrati. Come è capitato oggi a un presunto delinquente genovese.

I carabinieri del nucleo Investigativo hanno comunicato che stamane hanno arrestato un 29enne "in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Genova che come il pm (Dr. Manotti) concordava pienamente con le risultanze investigative degli operanti".

Il provvedimento è il seguito dell’attività d’indagine per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, che una decina di giorni fa aveva portato all’arresto di un altro 29enne genovese e al sequestro di ingenti quantitativi di droga e denaro, sempre da parte dei carabinieri del nucleo Investigativo. L'arrestato di oggi è il gemello del genovese preso la scorsa settimana: figli di un funzionario della Corte d'Appello di Genova e coinvolti in un brutto giro di piccolo spaccio fra i giovani della "Genova bene" del centro e di Castelletto. Avrebbero addirittura minacciato di morte un ragazzo, che non poteva più pagare un debito di droga.

Verosimilmente, l'arrestato non aveva sfoderato un bel sorriso mentre commetteva i presunti reati. Altrimenti, secondo il discutibile principio giuridico applicato da taluni magistrati, forse se la sarebbe cavata.

Federico Manotti, infatti, è proprio uno dei due pm che nei giorni scorsi, con un colpo di spugna, avevano deciso di chiedere l'archiviazione di una ventina di abusivi estorsori senegalesi, azzerando e ridicolizzando il lavoro degli investigatori dell'Arma e della Polizia, che sarebbero incapaci di distinguere fra un sorriso e un ghigno, la richiesta di elemosina e la pretesa di denaro con la minaccia di danneggiamenti alle auto.