ARCHIVIO

Picchiato da 4 sinti fuori dal bar: ho difeso me e le donne, l'arma era loro

[caption id="attachment_199396" align="alignleft" width="728"] Sparatoria a Pegli davanti al bar tabaccheria Risvegli 77. La polizia Scientifica effettua i primi rilievi. Foto Enrico Ghigino[/caption]

GENOVA. 26 APR. Accerchiato da 4 sinti e picchiato, con la loro pistola puntata alla tempia. Sparatoria da Far West ieri sera a Pegli: spunta un'altra versione dei fatti. Sarebbe stata legittima difesa.

Salvatore Maio, il 62enne calabrese arrestato stanotte dalla polizia per il duplice omicidio avvenuto intorno alle 21 di ieri per strada davanti al bar tabaccheria Risvegli 77, stanotte avrebbe ripetuto a non finire agli investigatori che si è solo difeso perché i quattro genovesi di origine sinti lo hanno aggredito puntandogli la loro pistola alla tempia, fuori dal bar Risvegli 77.

In sintesi, qualcuno dei quattro, tra cui le vittime Adriano e Walter Lamberti, 51 e 27 anni, prima ha fatto pesanti apprezzamenti a due donne che erano in compagnia del calabrese. Poi lo hanno aggredito fuori dal locale, dove il presunto omicida è stato accerchiato e picchiato.

Quattro contro uno. Nella zuffa, uno dei sinti ha perso di mano la pistola. A quel punto, Salvatore Maio l'ha raccolta prima degli assalitori e quindi esploso i colpi di arma da fuoco per paura di finire ammazzato: "Ho chiuso gli occhi e sparato. Io ho difeso me e le due donne".

Spetta ora agli inquirenti far luce su tale versione dei fatti. La pistola, una calibro 7,65, in effetti è stata ritrovata dagli investigatori sul luogo del duplice delitto e risulta con matricola abrasa.

Tuttavia, Salvatore Maio nel 1980 era stato condannato per omicidio, ma anche in quel caso avrebbe sparato perché si sarebbe difeso. Da allora, secondo il suo legale difensore, il calabrese non ha mai avuto altri problemi con la giustizia e ha condotto una vita tranquilla, da pensionato.