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Pertini e il macellaio Tito, Vaccarezza (FI): cattivi esempi

GENOVA. 28 SET. «Nella mia vita non mi sono mai nascosto “dietro un dito” , ho sempre messo in primo piano la mia faccia e delle mie scelte ho sempre pagato il prezzo: questa volta non sarà diverso».

Comincia così l'intervento che ci ha inviato il capogruppo regionale di Forza Italia, Angelo Vaccarezza, in merito alle polemiche sollevate da parte della sinistra, successivamente alla pubblicazione, su uno dei suoi profili privati di Facebook, di un'immagine di Sandro Pertini accanto accanto a Josip Broz, il "macellaio" Tito, presidente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia dal 1953 al 1980, primo ministro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia del 1945 al 1963.

«Il Maresciallo Tito - spiega Vaccarezza - per chi non lo sapesse o per chi lo ha voluto dimenticare, è il responsabile dell’Olocausto Italiano, dell’assassinio di migliaia di Italiani, di ogni fede e colore politico che vennero sommariamente accusati di collaborazionismo, fucilati ed infoibati.

Affermare che Pertini sia stato il presidente più amato dagli italiani è l’immagine che un’abile campagna mediatica ha costruito intorno a lui attraverso immagini studiate “ad hoc” per crearne una visione angelica, altruista ma assolutamente non rispondente a quella che fu la realtà dei fatti.

Quando si parla di un uomo che ricopre la carica più alta dello Stato non si può prescindere da quella che è stata la sua vita in un momento storico tanto delicato quanto il secondo dopoguerra. Le scelte politiche, le azioni compiute sempre accompagneranno il tuo nome, la tua persona.

Ho sempre pensato che un Presidente che accosta il suo nome, la sua immagine ai criminali di guerra, e partecipa ai funerali del responsabile di un’atroce “pulizia etnica”, ritratto nell’atto di baciare la bara in cui riposano le spoglie di un feroce dittatore poco ha da condividere con la mia idea di valori, con quello che insegno ai miei figli.

Molti altri sono gli esempi negativi dati da quest’uomo, mediocre nelle azioni e decisamente sopravvalutato rispetto alle sue capacità. Luisa Ferida, Osvaldo valenti, sono solo alcuni dei nomi di un lungo elenco che pesano come macigni nella storia di alcuni di noi. Non cerco di convincere nessuno del mio pensiero, ma credo che sia condiviso e non dal numero esiguo dei persone che si fa credere. I miei eroi sono altri e ne vado fiero. Mettere a tacere la storia non sarà mai mettere a tacere le loro coscienze e quelle di chi sa e finge di non sapere».