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PER I DIRITTI UMANI, CIVILI, SOCIALI, POLITICI SENZA SE E SENZA MA.

Non è accettabile la violazione dei diritti umani, dovunque avvenga. Ci indigna la violenta repressione con cui l'esercito cinese soffoca nel sangue, con decine di morti e centinaia di arresti, la protesta dei monaci e dei giovani tibetani.
Il governo italiano e l'Unione europea devono intervenire su Pechino perché ponga fine alle violenze ed apra il dialogo con un movimento popolare che non sta chiedendo alcuna secessione ma solo di veder riconosciuti i propri diritti all'interno della repubblica cinese.
Oggi in Tibet, come ieri in Birmania, è in gioco la credibilità della comunità internazionale, che non può chiudere gli occhi - in nome di interessi economici e commerciali – di fronte alla negazione dei diritti.

La Cina deve accettare la sfida dei diritti umani,riconoscere la libertà religiosa, di stampa e di pensiero.