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Pd: il tesoriere Raggi rientra nei ranghi e divorzia da Regazzoni

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GENOVA. 7 GEN. Altro che spaccato, come alle regionali. In vista delle comunali di primavera a Genova, date le esperienze negative del 2015 e delle amministrative di Savona del 2016, il Pd comincia a farsi un po’ più furbo e si ricompatta. Se il commissario regionale David Ermini ha dichiarato di essere un “soldatino” pronto ad eseguire gli ordini che arrivano dal vice segretario nazionale Lorenzo Guerini, il tesoriere regionale Giovanni Battista Raggi divorzia da Simone Regazzoni (filosofo ed ex portavoce di Raffaella Paita) e rientra nei ranghi del partito.

Oggi il “rinsavito” Raggi ha comunicato che non appoggerà più il “guastatore” Regazzoni, finora unico (auto)candidato sindaco del Pd, perché occorre “costruire il nuovo, ma senza  distruggere tutto quello che c’è”. Poi, ha avvertito: “Non si può rischiare di lasciare Genova in mano al centrodestra o, peggio, al M5S”.

Insieme a Raggi hanno lasciato il “cerchio magico” di Regazzoni anche Luca Serena del Circolo Pd Sanità, ed altri che lo aiutavano nella comunicazione, come Francesca Gallerani (Circolo Pd Castelletto) ed Oscar Ricci. Già in precedenza, un mesetto fa, se ne erano andati altri due collaboratori dem.

Il filosofo paitiano, però, fa spallucce e continua a sfornare ogni giorno aggressivi comunicati stampa, anche attraverso la sua pagina Facebook. Il neopaladino per la sicurezza e il controllo degli immigrati, inneggia al neoministro dell’Interno Marco Minniti che vuole aprire i Centri di identificazione ed espulsione in ogni regione. Inoltre, continua a criticare Alessandro Terrile (segretario provinciale genovese del Pd) perché il partito ha fatto da stampella a Marco Doria, anziché sbarazzarsi del sindaco noglobal che non fa. Non è tutto. Regazzoni ha discusso animatamente anche con il numero uno dell’area popolare dem (o cattocomunisti che dir si voglia) Pippo Rossetti, vicepresidente del consiglio regionale, che a Tursi appoggia la fedelissima Cristina Lodi da tempo in rotta proprio con Doria.

“Non condivido più toni e modi di Simone – spiega il tesoriere regionale del Pd Giovanni Battista Raggi – anche perché oggi ritengo più utile cominciare una fase costruttiva, piuttosto che continuare a distruggere tutto quello che c’è e ci circonda. Se è giusto criticare la giunta Doria per le tante cose non fatte, ascoltare i cittadini ed impegnarsi per tutelare i genovesi, puntando anche sulla sicurezza a 360 gradi, è comunque necessario confrontarsi all’interno del partito per trovare una convergenza sul candidato vincente per le elezioni amministrative di primavera. Non possiamo rischiare di lasciare Genova in mano al centrodestra o, peggio, al M5S”.