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Pd contro Pd. Avvenente sta con i residenti di Multedo: compagni buonisti, vergognatevi

Migranti, Pd contro Pd. Se oggi la capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita ha dichiarato che "don Martino e l’associazione Migrantes stanno svolgendo un lavoro importante, per l’accoglienza e l’integrazione" esprimendo "massima solidarietà a questo sacerdote e ai ragazzi ospitati nella struttura di Multedo" senza spendere una parola a favore di anziani, donne e bambini del quartiere, il suo ex sostenitore, ex presidente del Municipio Ponente ed attuale consigliere comunale dl Pd, Mauro Avvenente, ha invece espresso solidarietà anche alle vittime delle decisioni imposte dall'alto per tutelare il business immigrati.

"Credo che i cittadini di Multedo - ha spiegato Avvenente su Facebook - non si faranno certo strumentalizzare da appartenenti a forze politiche estreme che intendono 'mettere il cappello' sulla loro lotta e sulle manifestazioni realizzate per significare un disagio che è la sommatoria dei tanti problemi irrisolti che in quel territorio si trascinano da anni. Credo che nella loro autonomia di pensiero e di azione sapranno far sentire la loro voce senza indulgere in eccessi di violenze verbali e men che meno fisiche nei confronti di chiunque la pensi in maniera diversa, siano essi giornalisti o rappresentanti di altre associazioni.

Molti oggi gridano 'vergogna' e si indignano additando a razzisti e fascisti i manifestanti di Multedo, tra di loro, probabilmente? ed inevitabilmente, ce ne saranno nella stessa analoga percentuale di soggetti che nutrono sentimenti razzisti, condannabili ed esecrabili, ma nella stessa identica percentuale presente in molte altre parti della città, importante è isolare i facinorosi e mantenere le proteste nel limite della civiltà.

Ci sono tante forme di razzismo, uno dei più brutti ed insopportabili è certamente quello che considera le persone in base al colore della pelle, del censo e delle scelte politiche e religiose, ma ve ne è un altro altrettanto insopportabile, perché più subdolo e meno esecrato socialmente ma che lascia egualmente e comunque profonde ferite nell'animo di chi lo subisce. È la forma di discriminazione che avviene all'interno della stessa comunità, quando, ad esempio, si debbono assumere alcune scelte difficili e complicate, molto spesso, troppo spesso si guarda sempre verso quei quartieri popolari ove già insistono molte altre criticità mai risolte, sempre rinviate, sempre eluse.

Tra quelli che adesso gridano 'vergogna' e si stracciano le vesti bollando con una facilità estrema i residenti di Multedo come intolleranti razzisti, vi sono anche quelli che si adoperarono per consentire, 20 anni or sono, il naufragio del progetto Tankimica che aveva ricevuto la Valutazione di Impatto Ambientale positiva dal Ministero dell'Ambiente. Questa scelta fu perpetuata per ragioni 'geopolitiche', volendo si potrebbero recuperare gli articoli di stampa di allora per vedere chi era contrario, chi allora affosso' quel progetto commise una vera e propria "vergogna" obbligando i residenti di Multedo, anche quelli non necessariamente razzisti, a convivere con il pericolo a 6 metri dalle case e con le salubri esalazioni rilasciate dalle sostanze movimentate, e non si è trattato di Chanel n. 5...

Se in allora si fosse provveduto a delocalizzare in un sito molto piu lontano dalle case i depositi costieri, oggi, forse, la questione dei ragazzi di colore richiedenti asilo sarebbe stata vissuta con molta più serenità, scevra dalle tensioni di chi si è sentito tradito dalla insipienza di scelte mai compiute, sempre rinviate, chiusura di asili, probabile chiusura di scuole elementari, piscina allo sbando, casello autostradale etc. etc. etc. , mi permetto di chiedere ai maestri dell'indignazione dove erano e dove ancor oggi sono quando si parla dei problemi di un territorio che è stato trascurato per decenni, destinato a subire ogni criticità, forse proprio perché zona popolare ove tutto è consentito?

Si potrebbe con una certa facilità fare riferimento specifico alle ragioni per una mutazione di appartenenza politica che solo la miopia di una classe politica dirigente incapace di leggere i segnali, pur piuttosto evidenti, che il limite di sopportazione era stato superato.
Ora si indignano. 'Ma mi faccia il piacere' avrebbe detto il grande Totò".