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Pd con la Lega: altolà al maxi centro migranti a S. Benigno

GENOVA. 12 GEN. "Lo denuncio da tempo: il Comune si è dimostrato incapace di governare il fenomeno profughi a Genova. Ora anche il Presidente del Municipio del Centro Ovest del Pd, Franco Marenco, denuncia la stessa grave situazione: Tursi non informa né i cittadini né i Municipi. Il Comune non governa politicamente un fenomeno che rischia di finire fuori controllo. Se continuiamo con questa assenza di gestione e condivisione politica delle decisioni sul tema dei migranti richiedenti asilo la destra avrà campo libero.

Doria è inadeguato, è chiaro. Ma il Segretario del PD cosa fa? Dorme? Il Segretario Terrile dica chiaro subito che non si possono collocare i migranti nell'ex bocciodromo di San Benigno. E invece di fare delegazioni, il PD presenti un programma chiaro sul governo dei profughi a Genova. I Genovesi sono accoglienti e solidali, ma sono stanchi della cattiva gestione del fenomeno migranti da parte del Comune e dei silenzi del PD. Per parte mia appoggio il Presidente Marenco e la sua ferma opposizione all’idea che nel quartiere, che ha già fatto molto per fortuna in termini di accoglienza e integrazione, arrivino altri profughi".

Lo ha dichiarato oggi l'autocandidato sindaco del Pd Simone Regazzoni, dopo l'ipotesi di realizzare un maxi centro di accoglienza a Dinegro.

"Siamo fortemente contrari all'ipotesi di insediare 300 presunti profughi negli spazi dell' ex bocciofila di Via Milano lato porto - ha aggiunto il consigliere municipale della Lega Nord Liguria Davide Rossi - sarebbe l' ennesimo schiaffo al Centro Ovest e alla città, intanto perchè la struttura non è idonea ma necessita di interventi strutturali notevoli. Inoltre, la Prefettura, in un incontro con i capigruppo del Municipio un anno fa aveva recepito le istanze circa le situazioni di difficoltà in cui versa il quartiere relativamente alle problematiche di sicurezza, degrado, vivibilità legati anche a problemi di integrazione con persone di provenienza extracomunitaria, ammettendo che il quartiere sarebbe stato esentato da questa situazione.

In tale contesto inserire 300 presunti profughi dei quali non si conoscono le generalità effettive, se si tratta di migranti economici o di provenienti da zone di guerra, i precedenti penali, il grado di fanatismo religioso, le condizioni di salute... il rischio che l' ospitalità si trasformi in una bomba ad orologeria in un quartiere già esasperato creando ulteriori tensioni è molto facile.

Già in Largo San Francesco da Paola, dove sono ospitati dalla comunità religiosa una cinquantina di individui, dopo il ripetersi di alcuni furti negli appartamenti e in alcuni negozi di Via Bologna, la tensione sta salendo alle stelle, i residenti imbufaliti dai numerosi africani questuanti, stanno raccogliendo firme per chiederne l' allontanamento e per avere più telecamere. Gli episodi di Via XX Settembre, dove 4 nuclei familiari tranquilli, a detta di Prefetto e Sindaco prima che venissero insediati, per i quali antagonisti e militanti Pd scandalosamente strumentalizzarono i legittimi timori dei residenti trasformandosi in "novelli portatori di acqua manco fossimo nel Sahara", hanno messo a soqquadro il centro di accoglienza, minacciando e tenendo in ostaggio gli operatori, lamentandosi del cibo e chiedendo soldi, sono un qualcosa di inaccettabile. Servirebbe un minimo di buon senso e sana capacità deduttiva per capire che Genova è "sold out", non può più ospitare nessuno, ma anzi serve un censimento ad hoc per verificare chi ha o meno il diritto di stare sul nostro territorio, procedendo poi con le espulsioni di chi non ha titolo".