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Ora migranti in tenda e sfollati in hotel, ma i caproni attaccano don Cesare

[caption id="attachment_215289" align="alignleft" width="600"] Ora immigrati in tenda e sfollati del terremoto in hotel[/caption]

SAVONA. 26 AGO. "Adesso è il momento, vista la tragedia del terremoto di mettere gli sfollati nelle strutture e i migranti sotto le tende .... Vedremo".

Il parroco coraggio di Boissano ha detto quello che pensano milioni italiani, ha ricevuto il sostegno di molti fedeli, ma anche dei duri attacchi.

Dopo il suo post su Facebook dell'altro giorno, la macchina del fango non ha mancato di mettersi in moto.

Stavolta, contro il prete "politically incorrect".

Fra i "caproni" all'attacco di don Cesare Donati, ci sono quelli che non hanno restituito i soldi spesi dallo Stato per la loro discutibile "istruzione" fino alla terza media (38 euro al giorno per 8 anni) ma ritengono sia giusto spendere 35 euro (senza tenere conto dei costi per gli altri servizi offerti dalla comunità) per qualunque straniero, rifugiato o no.

Quando, peraltro, i dati ufficiali, riconosciuti da tutti, riferiscono che la grande maggioranza dei migranti non ha diritto ad asilo e protezione.

I soliti capi del "gregge" di filoimmigrazionisti, buonisti e radical chic, sostengono, addirittura, che i migranti non siano trattati con i guanti bianchi, né ospitati anche in hotel con la mancetta, wi-fi gratis, menù di loro gusto, ma siano accolti in delle "topaie".

Il parroco coraggio di Boissano ieri ha replicato: "Spero vivamente che i terremotati vengano nel minor tempo possibile trattati come stiamo trattando gli immigrati e non come i terremotati scorsi dell'Emilia che sono ancora nelle baracche....... questo è cristianesimo".