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Obiettivo su una nuova figura sanitaria nel mondo del calcio professionistico

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Manuel Cesa con Andrea Nuti

Manuel Cesa, studente Osteopata emergente, con lui possibili minor numero di infortuni per la salvaguardia della salute dei calciatori

Genova – Il mondo dello sport, in particolare il mondo del gioco del calcio, cambia. E in questo cambiamento si sta affermando sempre più, a livello professionistico ma anche dilettantistico, una nuova figura medica decisamente importante: quella dell’Osteopata.

Un ruolo, quello dell’Osteopata, già in opera e ben consolidato in alcune società nazionali ed europee; ad esso viene riconosciuto un ruolo importante, fondamentale per la salute dei calciatori; che è bene ricordare, sono un patrimonio non da poco per le società professionistiche di serie A e di Serie B.

A Genova, abbiamo una figura emergente in questo ruolo: parliamo di Manuel Cesa, Laureato in Scienze Infermieristiche presso l’Università degli Studi di Genova, e tutt’ora studente “curioso” di Osteopatia presso la IEMO di Genova, (Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica) e una scrupolosa attenzione verso la prevenzione della salute.


“L’attenzione verso la prevenzione e una preparazione adeguata – spiega Manuel – possono essere la chiave del successo di una stagione di calcio; non è un segreto che i risultati di una squadra nascono dall’ottima sinergia tra staff tecnico, sanitario e società”.

– Qual è in pratica il ruolo dell’Osteopatia nel mondo del calcio?

“L’obiettivo primario dell’Osteopata nel mondo del calcio – precisa Cesa – è quello di mettere il calciatore nel miglior stato di salute psico-fisico affinché possa svolgere al meglio la sua attività e perseguire i suoi obiettivi e quelli della squadra; infatti, spesso capita che giocatori di calcio, di qualsiasi livello, si infortunino senza una causa apparente. Tralasciando gli infortuni dovuti a traumi diretti da contatto di gioco, gli arti inferiori sono soggetti a stiramenti muscolari, dolori articolari e distorsioni più o meno invalidanti delle ginocchia e delle caviglie”.

-Ci spieghi meglio…

“Succede frequentemente che un giocatore, ad esempio in un cambio di direzione, effettui un movimento articolare scorretto del ginocchio procurandosi una distorsione o una lesione del legamento crociato anteriore, oppure che, il giocatore nell’atterraggio da un salto per colpire il pallone di testa, anche se non viene disequilibrato nella fase di volo da nessuno, atterri con una caviglia in posizione scorretta. Ebbene, la causa di tutti questi traumi è spesso attribuita a “scompensi muscolari” o “affaticamenti muscolari”, oppure ancora a movimenti estremi che procurano traumi alle articolazioni. In realtà ad una osservazione approfondita dell’anatomia viscerale dell’addome, del bacino e degli arti inferiori – continua Cesa – si può comprendere come ci siano dei collegamenti strutturali, fasciali e neurologici  e come le cause di questi traumi possono essere individuate e trattate soprattutto prima del trauma, riequilibrando gli arti inferiori e prevenendo cosi lesioni sgradevoli ed invalidanti ed eventualmente post trauma per migliorare la qualità e i tempi del recupero. Ecco che in questo caso la figura dell’Osteopata diventa fondamentale”.

Tra l’altro, Manuel Cesa nelle scorse settimana è stato ospite del Carpi 1909 (serie B) per uno stage.

“Si, devo dire che l’esperienza di Carpi, società piccola ma organizzata, è stata un’ottima occasione per vivere più da vicino una realtà professionistica. In Emilia ho avuto modo di confrontarmi con grandi professionisti del calibro del Prof. Andrea Nuti, ex preparatore atletico dell’Inter proprio negli anni del “triplete” con Mourinho e con giocatori d’esperienza. Per questo ringrazio la dirigenza e lo staff tecnico e sanitario del Carpi FC 1909 per l’ospitalità”.

La strada da percorrere in Italia forse è più dura che in altri paesi.

“Beh, forse si, ma io in questo mio percorso di studio e di ricerca sto investendo tanto e sono certo che un giorno sarò ripagato di tutti i sacrifici”.

Ma Manuel Cesa, entusiasta e preparato (attualmente fornisce la sua opera all’ASD Genova Calcio, società ligure milita nel Campionato di Eccellenza e che punta decisamente alla promozione in Serie D) non si ferma, ed il prossimo obiettivo sarà l’Inghilterra.

“Vero, questione di qualche settimana. Sono infatti entrato in contatto con l’osteopata Marco Cesarini, che dopo varie esperienze in società italiane, tra cui il Milan di un paio di anni fa, quando era guidato da Filippo Inzaghi, mi ha invitato a trascorrere alcuni giorni di formazione al Fulham Football Club, nel quale ricopre l’incarico di Responsabile del Dipartimento di Medicina. Appena avrò un attimo di tempo mi metterò in viaggio !”.

L’obiettivo di Manuel Casa è chiaro, e lui non lo tiene segreto:

“Collaborare con atleti e società professionistiche di calcio in Italia e perché no, all’estero, diventando un punto di riferimento”.

In conclusione, sempre più spesso tanti campioni si fermano per problemi muscolari per diverse settimane, recando un danno a loro stessi in primis, ed economico alla società d’appartenenza: quando magari, avendo in casa un Osteopata, questo potrebbe non accadere.

Ed allora, stiano attente le società italiane – e perché no, genovesi! – a lasciarsi scappare tale figura professionale!

La speranza che Manuel Cesa, sia finalmente, come Osteopata, Profeta in Patria! (nella foto: Manuel Cesa con Andrea Nuti, attuale preparatore atletico del Carpi di Serie B; è stato velocista di vaglia, e vice-campione europeo indoor dei 400 nel 1992).

Franco Ricciardi

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