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Nuova ondata di immigrati, piazza infuocata a Legino: non li vogliamo

[caption id="attachment_210376" align="alignleft" width="960"] Rivolta di piazza a Legino, gli abitanti: no a caos e business immigrati[/caption]

SAVONA. 18 LUG. "Non vogliamo vivere rinchiusi in casa nostra". Nuove ondate di immigrati, business accoglienza, pericolo insicurezza, sanitario e degrado a Savona. C'è voluto l'intervento del neo assessore comunale Paolo Ripamonti e del consigliere Emiliano Martino per tenere calma la folla durante l'infuocata assemblea, partecipata dai cittadini, avvenuta ieri sera nel quartiere popolare di Legino.

"Qui non li vogliamo perché non ne possiamo più del caos immigrati": l'accesa protesta ha visto protagonisti circa trecento abitanti scesi in piazza per difendere le loro famiglie e il territorio. L'annunciato arrivo dei migranti, che in gran parte, come in altri casi, dovrebbero essere giovani e maschi, ha quindi provocato forti malumori e l'opposizione della cittadinanza.

Nei giardini di via Magnano alcuni si sono scatenati: "Siamo abbandonati a noi stessi, il Comune si deve opporre a questo ennesimo sopruso".

In molti hanno puntato il dito contro la politica del governo Renzi e l'annunciata decisione del Prefetto. L'assemblea pubblica è stata presidiata dalle forze dell'ordine.

Sul caso, è stata anche creata una pagina di protesta su Facebook: "Siamo contrari al campo profughi a Savona" che ha già raccolto quasi 2mila "mi piace". Inoltre, gli abitanti stanno raccogliendo firme per una petizione per il NO al caos immigrati.