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Nozze e pretese islamiche a Rapallo, ma in Comune il Crocifisso non si tocca

[caption id="attachment_199471" align="alignleft" width="600"] Crocifisso nei Tribunali e nei Comuni: a Rapallo non si tocca, respinte pretese di sposini islamici[/caption]

GENOVA. 24 AGO. "Resistere, resistere, resistere. Caro sindaco Bagnasco, avanti così. Non preoccuparti di ipocriti e buonisti. Le nostre radici culturali e tradizioni religiose non si toccano. Il Crocifisso rimanga al suo posto nella sala consiliare del Comune di Rapallo".

Il consigliere regionale della Lega Nord Liguria, Alessandro Puggioni, e il segretario rapallino del Carroccio, Gabriele Vecchia, oggi si sono schierati con il primo cittadino, che l'altro giorno non si è piegato alle pretese avanzate da una coppia di sposini islamici e ha giustamente replicato con un secco “no” alla richiesta di rimozione del Crocifisso.

"Lui è un immigrato albanese - spiegano Puggioni e Vecchia - lei è una rapallina convertita all'islam. La madre della sposa aveva chiesto di rimuovere il sacro Simbolo della Cristianità per le nozze in Comune, ma la pretesa appare irrispettosa. Qui da noi, a comandare non sono i prepotenti. A decidere se il Crocifisso debba rimanere esposto in sala consiliare o no, è la maggioranza democratica dei rapallini. I promessi sposi islamici risiedono in Francia. Pertanto, non è necessario che convolino a nozze per forza a Rapallo. Che vadano pure in Albania o al loro paese d'Oltralpe. Accoglienza ed integrazione non significa rinunciare ad esporre nei luoghi pubblici i nostri simboli culturali e religiosi, perché altrimenti si cade nel baratro dell'invasione ed occupazione".